19 maggio 2024
Aggiornato 12:00
Il Giornale

Sallusti: temo che ci sarà altra inchiesta

Il Direttore: «Ho difeso il mio quotidiano dalle accuse della Marcegaglia. La notizia è che Woodcock stava o sta indagando...»

ROMA - «Ho difeso il mio giornale dalle accuse della Marcegaglia» e «sono venuto a sapere che il mio telefono era intercettato da due procure...»: quella di Napoli e un'altra del Nord. Lo afferma il direttore del quotidiano Il Giornale, Alessandro Sallusti, ospite a 'La telefonata' di Maurizio Belpietro, parlando della vicenda del presunto dossieraggio ai danni del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nella quale è stato indagato dalla magistratura napoletana.

«Io - racconta Sallusti - ho scritto un articolo il giorno prima dove difendevo il Giornale dalle accuse della Marcegaglia. In questo pezzo dico alla Marcegaglia solo che pensi a fare bene il suo lavoro, mentre io penso a fare il mio'. Sono due mesi che il presidente Schifani dice ogni giorno in tutte le sedi pubbliche di sentirsi minacciato dall'inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Questo giornale da due mesi sostiene che il presidente del Senato sia mafioso».

«Ma qualcuno - prosegue Sallusti - è andato a perquisire la sede de Il Fatto? Mi auguro che ciò non avvenga, ma non capisco perché se Schifani si sente minacciato non succede nulla, mentre per la Marcegaglia vengono a perquisirci». Sallusti rivela: «Forse la cosa che ha fatto arrabbiare Woodcock è che ho saputo che ci sono due procure che stanno indagando su di noi, una è quella di Napoli, mentre l'altra è una procura del Nord. Non so perché indaghino, ma credo proprio, temo, che se ho indovinato la prima immagino che ci sarà un'altra inchiesta».

«E' successo un semplice fatto: si sono sentiti l'addetto stampa della Marcegaglia, che ha da anni un rapporto confidenziale con Porro, e il nostro vice direttore gli ha fatto una battuta, che lui non prese come tale e la riferì alla Marcegaglia. Ma il presidente di Confindustria - prosegue Sallusti - non fece nulla, non andò a denunciarci. Il fatto è che quella battuta è stata intercettata da Woodcock».

«La notizia, semmai, è che Woodcock stava o sta indagando su Confindustria o sulla Marcegaglia e noi siamo finiti nel mezzo. E questo magistrato quando sente dei giornalisti o delle persone famose parlare di solito non riesce a trattenersi. Tant'è vero che ha mandato in galera o sotto processo decine di persone famose e semifamose, poi la stragrande maggioranza, come dimostrano i dati statistici, sono state assolte per non aver commesso il fatto».