14 giugno 2024
Aggiornato 08:30
La polemica

Berlusconi: nessun peccato nè offesa, ipocrita chi mi attacca

Il Premier sui video rubati: «Mi spiace se qualcuno si è offeso, ma non credo sia successo»

ROMA - Nessun «peccato», nè alcuna «offesa»: solo «una storiella» e «una risata». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi liquida così le polemiche sulle sue barzellette sbarcate sul web: «Attacchi strumentali e ipocriti».
«Quella di cui si parla - scrive il premier in una nota - è una storiella circolata un anno fa in tutto il Parlamento. Averla raccontata, in privato, non è né un'offesa né un peccato, è solo una risata. Il cattivo gusto e la responsabilità sono casomai di chi la pubblicizza. Mi spiace solo se - aggiunge - qualcuno nella sua sensibilità si sia sentito turbato. Ma non ci credo. È soltanto un pretesto per attacchi strumentali e ipocriti».

I VIDEO - In gioco la denuncia di una «associazione a delinquere» nella magistratura e l'annuncio di una commissione d'inchiesta sulle toghe, e poi due barzellette decisamente politicamente scorrette, la prima sulla tragedia dell'Olocausto, la seconda contro Rosy Bindi condita da bestemmia finale. Silvio Berlusconi è stato tradito dai cellulari con videocamera e da internet.
Si tratta di due video distinti, uno pubblicato sul sito di Repubblica l'altro sul sito dell'Espresso. Il primo filmato è di pochi giorni fa: allo scoccare della mezzanotte del 29 settembre, alcuni giovani militanti del Pdl erano sotto palazzo Grazioli per essere i primi a fare gli auguri a Berlusconi. Qui è emersa la barzelletta sull'Olocausto. Risale invece fra aprile e luglio del 2009 il video pubblicato dall'Espresso con una barzelletta che finisce con la bestemmia di un uomo 'spaventato' da Rosy Bindi.