27 maggio 2024
Aggiornato 02:00
Informazione

Il Cda RAI approva circolare Masi

Il DG frena su Santoro, ma entro 6 mesi può avviare azione disciplinare. Il Presidente Garimberti si è astenuto ma è scettico su «ingessatura»

ROMA - Il Cda della Rai ha approvato, a maggioranza, la circolare del direttore generale Mauro Masi sul contraddittorio, la completezza e l'imparzialità dell'informazione. A quanto si apprende hanno votato a favore i cinque consiglieri di maggioranza, contro i tre di opposizione mentre il presidente Paolo Garimberti si è astenuto.
In un primo momento Garimberti avrebbe votato contro ma la posizione è cambiata quando il Dg Mauro Masi ha messo a verbale che la circolare non riguarda solo i programmi di informazione ma anche i talk show ed è a tutela del pluralismo. Resta però per Garimberti la criticità legata al fatto che si applicano in maniera stretta regole più da campagna elettorale. Un'ingessatura che vede Garimberti perplesso e sempre convinto che non debbano esserci ingerenze nell'autonomia editoriale.

CONTRADDITORIO - L'intenzione è agli atti, su Michele Santoro potrebbe partire un'azione disciplinare da avviare con una contestazione formale al conduttore per il «Vaffan..bicchiere» di inizio stagione al termine di un editoriale critico verso il Dg Rai. Ma di fatto, su Annozero, quella di Masi appare una frenata. Certo c'è la circolare sul contraddittorio e l'imparzialità, la stessa che limita il pubblico attivo e chiede obiettività ai conduttori, approvata - a maggioranza - dal Cda. Ma in molti, Santoro in testa, la considerano non applicabile.
Una frenata quindi, che ha lasciato di sasso la stessa maggioranza in consiglio («abbiamo fatto un dibattito sul nulla» commentava oggi un consigliere) perché l'attesa era per una proposta di provvedimento disciplinare, da avviare subito. Cosa che il Dg non ha fatto e che si è riservato di avviare ma anche in tempi piuttosto lunghi: entro sei mesi, avrebbe detto lo stesso Masi oggi in Cda.
Giovedì scorso, al termine di Annozero, Masi annunciò subito l'intenzione di portare il caso in Consiglio, attaccando il conduttore per le frasi «bugiarde e mistificanti». Il tema viene messo all'ordine del giorno del Consiglio, dove oggi viene visto il video dell'editoriale e si apre il dibattito. I consiglieri, seppure con opinioni diverse, concordano nel ricordare che sta al Dg proporre provvedimenti disciplinari ed è allora che Masi annuncia che si riserva di avviare l'azione disciplinare. Per il Dg infatti ci sono questioni aperte, in primis il rispetto del contraddittorio, specie per lo spazio affidato a Marco Travaglio, ancora senza contratto, per il quale aveva pensato ad un contraltare fisso, magari con Vittorio Sgarbi.
Intanto il Dg chiede che sia votata la circolare nella quale si chiede pluralismo, contraddittorio e completezza dell'informazione. Circolare che passa a maggioranza mentre per l'opposizione non va. Perché, spiega in una nota dopo il Cda Nino Rizzo Nervo, «rischia di imbavagliare i programmi di approfondimento informativo» ed è «inapplicabile essendo prevalenti i principi di libertà e autonomia garantiti agli operatori del servizio pubblico da una consolidata giurisprudenza costituzionale». In ogni caso «rende ordinario il regime di par condicio» motivo per il quale il Presidente Garimberti si è astenuto.

PARDI - «Santoro sì, Minzolini no. Il direttore generale della Rai Mauro Masi si comporta come il suo padroncino Berlusconi per cui alcuni possono fare quello che vogliono, su altri il ricatto della censura è una mannaia pronta a scattare». Lo ha detto il capogruppo dell'Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, Pancho pardi. «Non solo Masi si riserva la possibilità di un'azione disciplinare nei confronti del conduttore di Annozero, ma fa ratificare dal Cda una circolare in cui si dettano regole precise solo alle trasmissioni di intrattenimento lasciando fuori i tg, alcuni dei quali ogni giorno violano le più elementari regole della deontologia e del pluralismo».