28 gennaio 2020
Aggiornato 01:00
Maggioranza

Berlusconi: la fiducia per scelta di chiarezza

Il Premier al vertice Pdl: «Meglio del calcolo numerico». Granata: «Voteremo la fiducia se sarà su punti in programma»

ROMA - Una scelta di chiarezza. Così, durante il vertice a palazzo Grazioli, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha spiegato la sua decisione di richiedere domani la fiducia sul documento che seguirà le sue comunicazioni alla Camera. Secondo quanto viene riferito, infatti, il premier avrebbe spiegato di preferire tale scelta di chiarezza piuttosto che il mero calcolo numerico. Infatti se la decisione, come sembrava alla vigilia, fosse ricaduta su una risoluzione sarebbe stato più semplice drenare voti da eventuali esterni.

SI VOTERÀ ALLE 19 - Inizierà domani alle 19, alla Camera, la prima chiama del voto nominale sulla questione di fiducia che il Governo chiederà dopo l'intervento in Aula del premier Berlusconi. Lo ha stabilito la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio dove si è registrata l'unanimità dei gruppi alla proposta di derogare al regolamento della Camera che prevede che passino 24 ore dal momento in cui viene posta la fiducia al voto. Berlusconi prenderà la parola domattina alle 11, quindi ci sarà il dibattito al quale il Premier replicherà alle 16,30. Successivamente ci saranno le dichiarazioni di voto in diretta tv, quindi il voto.

FRATTINI - Il discorso che Silvio Berlusconi terrà domani nell'aula della Camera e su cui verrà posta la fiducia sarà «un discorso alto, programmatico, sui problemi del paese. E credo che i finiani lo voteranno». Lo dice il ministro degli Esteri, Franco Frattini, lasciando il vertice del Pdl a Palazzo Grazioli. Alla domanda se dunque non ci saranno 'provocazioni' da parte del premier sui temi sensibili come la giustizia, Frattini assicura: «Assolutamente no».

GRANATA - «Se la fiducia sarà su punti che sono in programma la voteremo, altrimenti no». Lo dice Fabio Granata, Fli, per il quale la decisione di porla «non è improntata ad una grande sicurezza sui numeri e si basa sull'idea di calcoli sbagliati». In ogni caso «decideremo domani» dopo l'intervento di Berlusconi alla Camera. Certo, «per andare avanti non basta una maggioranza solo numerica, ne serve una politica».

DI PIETRO - «L'Idv accetta la sfida della fiducia» che il presidente del Consiglio chiederà domani alla Camera. «Vogliamo sapere quanti Giuda ci sono in questo Parlamento, disposti a vendersi per trenta denari». Lo ha detto il leader dell'Idv, Antonio di Pietro, oggi alla Camera.

CASINI - «E' in corso una compravendita squallida di parlamentari» e quindi «è giusto porre la fiducia» sul discorso del presidente del Consiglio domani alla Camera. Ne è convinto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini. «In questo modo - dice alla Camera - ciascuno deve dimostrare di assumersi le proprie responsabilità. E' necessario un atto di trasparenza verso i cittadini».