19 gennaio 2020
Aggiornato 16:00
Italia-Libia

Craxi: fuoco su «Ariete» è un episodio molto grave

Il Sottosegretario agli Esteri: «Ma non cancella risultati positivi in lotta a immigrazione»

ROMA - L'episodio che ha coinvolto il peschereccio italiano Ariete, inseguito e attaccato a colpi di kalashnikov nel tardo pomeriggio di domenica scorsa da una motovedetta libica, «è evidentemente molto grave, ed è evidente che azioni di questo genere non devono ripetersi mai più»: è quanto ha detto oggi il sottosegretario agli Esteri Stefania Craxi, nel corso di un'audizione in Senato di fronte alle Commissioni Esteri riunite sullo stato di attuazione del Trattato di amicizia tra Italia e Libia.
«Nessun accordo, né alcuna regola di ingaggio consente infatti interventi con armi da fuoco verso imbarcazioni pacifiche, siano essi pescherecci, barconi carichi di anime dolenti, per quanto finite in mano a veri e propri trafficanti di schiavi», ha proseguito il sottosegretario. «Le operazioni devono essere condotte dalle motovedette impiegate nei pattugliamenti congiunti nel pieno rispetto del diritto internazionale e degli standard in materia di asilo politico».
«Questo gravissimo episodio - ha affermato ancora Craxi - non può però cancellare i risultati positivi che grazie alla collaborazione bilaterale sono stati conseguiti negli ultimi mesi nel contrasto al fenomeno dell'immigrazione clandestina dalla Libia».