Si gioca sulla giustizia la sfida Pdl-finiani
E si apre la polemica sul fronte del rinnovo dei coordinatori
ROMA - E' sulla giustizia che si giocherà la possibilità di un rilancio dell'intesa nella maggioranza tra Pdl e finiani. La conferma è giunta dal Guardasigilli Angelino Alfano: «In materia di giustizia il programma è già stato scritto. E' stato uno dei punti di conflitto e proprio per questo credo che il percorso parlamentare servirà a far vedere chi vuole far finire la legislatura e chi invece vuol portare avanti il programma di governo».
Giustizia e processo breve tra i punti su cui Berlusconi tornerà a chiedere la fiducia della sua maggioranza? Per Adolfo Urso, finiano vice ministro allo Sviluppo economico, «serve una riforma che riguardi prioritariamente gli interessi dei cittadini e delle imprese quindi la giustizia civile e quella amministrativa». Ecco perchè le parole di Alfano suonano come un avvertimento preventivo: «Sud, federalismo, giustizia e fisco «sono pilastri imprescindibili» su cui non saranno ammessi «traccheggi o accordi sotto banco», insomma prendere o lasciare, e se i finiani non ci stanno si va alle urne.
Intanto l'intervento di Italo Bocchino sul cambio dei coordinatori del Pdl apre un nuovo fronte polemico tra il partito del premier e i finiani. Il neocapogruppo di Futuro e libertà sul sito di Generazione Italia ha scritto: «Non sappiamo se Berlusconi riuscirà a far dimettere Verdini, La Russa e Bondi, va però detto che questa mossa cambierebbe in meglio il Pdl e renderebbe più facile il dialogo con 'Futuro e libertà per l'Italia e gli altri componenti dell'area della responsabilità».
Tra l'altro, secondo Bocchino «puntare su tre colombe come Alfano, Gelmini e Meloni che hanno guardato e guardano con interesse a Fini per ragioni sia politiche sia generazionali è un fatto assai positivo». Immediata la replica del Pdl: «Non so se Bocchino se n'è accorto, ma lui sta dando suggerimenti in casa d'altri. Cosa che non solo non è apprezzata, ma che rischia di approfondire il solco tra il Pdl e il nuovo gruppo finiano», ha puntualizzato il vice presidente dei deputati, Osvaldo Napoli.