12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Celebrazioni del 2 Giugno

La Lega alla festa non c'è, scoppia polemica

Napolitano: «Maroni non c'era, chiedete a lui...». Reguzzoni: «Il dibattito politico dovrebbe essere incentrato sulle cose da fare»

ROMA - Il capo dello Stato ha anche provato a gettare acqua sul fuoco: la parata del 2 giugno, ha detto ieri sera, è stata una festa «assolutamente unitaria», «Sul palco c'erano rappresentanti dell'opposizione, della maggioranza, delle istituzioni, senza alcuna eccezione». Ai giornalisti che gli chiedevano, più specificatamente, dell'assenza dei ministri della Lega e in particolare del titolare del Viminale Roberto Maroni, Giorgio Napolitano ha risposto: «Questo dovete chiederlo a lui, io non lo so. Sono stati invitati tutti, c'erano parecchi ministri, alcuni mancavano anche ieri sera, poi ognuno avrà le sue ragioni...» E con una battuta ha tagliato corto: «non bisogna vedere tutto nero, non fatemi vedere tutto nero».

Ma le polemiche politiche infuriano. La giornata si è aperta con la deposizione di una corona di alloro all'Altare della Patria da parte di Napolitano, il quale ha ribadito che dalla Costituzione l'Italia ha tratto la «spinta propulsiva» per crescere e affrontare molte difficoltà preservando i valori di «democrazia, libertà, eguaglianza, giustizia».
Per il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa «l'assenza alle celebrazioni dei principali leader e degli esponenti di governo espressione della Lega rappresenta una nota stonata e probabilmente un'occasione persa». Ancora più critico il capogruppo dell'Idv alla Camera Massimo Donadi che parla di «armamentario trito e ritrito delle provocazioni leghiste, buone solo ad alzare un po di polvere e conquistare qualche titolo di giornale in più».

Agli attacchi ha risposto il capo dei deputati leghisti Marco Reguzzoni che ha ricordato, tra l'altro, la presenza del ministro Roberto Maroni a Varese liquidando così la faccenda: «Riteniamo che il dibattito politico debba essere incentrato, come ha ricordato ieri il Capo dello Stato, sulle cose da fare e sulle riforme utili al Paese, prima fra tutte il federalismo fiscale».