17 ottobre 2019
Aggiornato 12:00
L'intervista

Confalonieri non vede Berlusconi al Colle

Il Presidente di Mediaset al Corriere della Sera: «Lui è fatto per i ruoli operativi. Le inchieste? Non un complotto, ma una coincidenza di strategie»

MILANO - «Sinceramente, al Colle non ce lo vedo: Berlusconi è fatto per i ruoli operativi». Lo dice il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, in un'intervista al Corriere della Sera, nella quale ripercorre i 60 anni che ha condiviso con il premier. Comunque del Quirinale «non ne abbiamo mai parlato, anche perchè parlarne prima porta un po' sfortuna».

Oltre che del futuro di Berlusconi, Confalonieri parla anche del presente e delle inchieste giudiziarie che stanno riguardando esponenti del Governo: «I magistrati e la stampa di sinistra hanno sempre considerato Berlusconi un intruso. Non dico che sia un complotto, ma c'è una coincidenza di strategie», un'opposizione al Governo che «in Italia è fatta non dai partiti di sinistra che sono messi malissimo ma da una parte dell'establishment». Per questo motivo, era contrario alla discesa in campo di Berlusconi: «Lui è un genio ma io non sono un pirla e sapevo che ci sarebbe successo tutto questo».

Ma c'è anche qualcos'altro, forse qualche errore di uomini vicini a Berlusconi: «La rivoluzione di Berlusconi ha dato un'occasione agli agnostici della politica. Tra loro ci sono quelli che vogliono il Suv e l'orologio firmato, il che non è un male, è un male l'eccesso. E' un male cedere al vizio capitale dell'avidità e la corruzione va punita». Ma ce ne sono anche nell'entourage del premier? «Chi può escluderlo».

Infine, il conflitto di interessi: «Certo che c'è», riconosce Confalonieri, «ma ormai è endemico: scegli Berlusconi e prendi tutto. E' c'è anche la libertà di stampa».