19 gennaio 2020
Aggiornato 18:00
Una terapia alla quale fanno ricorso sempre più italiani

Osteopatia, nasce il primo centro di ricerca italiano

L’ Università di Milano-Bicocca e l’Icom College collaboreranno per innovare le basi scientifiche

MILANO - Fondere le conoscenze dell’osteopatia con le competenze della moderna scienza medica. È questo l’obiettivo del Centro di Ricerca Ercom, European Reserch Center of Osteopathic Medicine, nato oggi dall’accordo fra Icom (International College of Osteopatich Medicine) e l’Università degli Studi di Milano Bicocca.
«L'osteopatia – ha spiegato Cesare Cerri, direttore della Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa dell'Università di Milano-Bicocca - è stata fondata da un medico come metodo di affronto delle malattie attraverso il riequilibrio delle funzioni in un approccio globale alla persona. Nel corso del tempo il Centro di ricerca vuole favorire l'incontro fra l'approccio osteopatico e quello della odierna medicina tecnologica, utilizzando un comune approccio scientifico ai problemi della salute. Questo porterà per i pazienti il grosso vantaggio di avere a disposizione metodiche di prevenzione, diagnosi e cura che integrano l'approccio alla persona nella sua globalità con l'analisi scientifica delle cause che hanno o che possono dar luogo a malattia».

Il Centro di Ricerca Ercom ha sede a Cinisello Balsamo. L’Università di Milano-Bicocca partecipa al Centro attraverso la facoltà di Medicina e Chirurgia e, in modo particolare, il dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie Biomediche. Tra gli altri partner vi saranno anche i Responsabili del Centro Collaborante OMS per la Medicina Tradizionale dell’Università Statale di Milano, quali Membri Onorari della nuova struttura di ricerca.
Tra i punti di forza e innovazione del neonato Centro di Ricerca, la stretta collaborazione fra i docenti e i ricercatori dell’Università di Milano-Bicocca e osteopati italiani e internazionali.
Nel mese di aprile è già previsto un importante momento di confronto internazionale tra gli studiosi del settore con l’apertura dell’ottava Conferenza Internazionale in Ricerca Osteopatica (Icaor).

«È un progetto ambizioso a cui saranno rivolte molte energie - ha detto Alfonso Mandara, direttore dell’ Icom College. Che aggiunge: «Poter contare su uno dei poli Universitari più importanti in Italia come l’Università di Milano-Bicocca e sulla collaborazione del Centro Collaborante OMS per la Medicina Tradizionale referente di tutta la Regione Europea è per noi motivo di orgoglio e di conferma per quanto di buono l’Icom College ha fatto in questi anni; ma ancora di più, segnala l’interesse e la credibilità che l’Osteopatia sta acquisendo nel panorama delle medicine non convenzionali».

Verso l’integrazione dell’osteopatia nella medicina convenzionale
La collaborazione fra medici e operatori, oltre all’innovazione nell’approccio osteopatico al paziente, può sicuramente contribuire, nel tempo, all’integrazione della disciplina osteopatica tra quelle riconosciute dalla medicina convenzionale.
«Il Centro di ricerca che abbiamo costituito – ha detto Giovanni Tredici, direttore del dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie Biomediche dell’Università di Milano-Bicocca - lavorerà sull'aggiornamento degli standard attuali dell'osteopatia, approfondendo le basi culturali di questa disciplina e favorendone l'inserimento nell'ambito della medicina convenzionale. I risultati che ci attendiamo dalla collaborazione tra università e operatori sono di un miglioramento, in senso scientifico, nell'approccio dell'osteopatia al paziente».

«Con il CSd’O (Consiglio Superiore d’Osteopatia) - ha aggiunto Mandara - stiamo lavorando affinché l’Osteopatia ottenga il riconoscimento da parte dello Stato colmando cosi quel vuoto legislativo che adesso abbiamo rispetto alle altre Nazioni Europee (Inghilterra, Francia, Irlanda, Svizzera, Belgio, Olanda, Finlandia, ndr); questo progetto ha come obiettivo primario quello di fare ricerca integrata tra Medicina Convenzionale e non a tutto vantaggio della salute ma chiaramente, potrebbe accelerare quanto di buono si sta già facendo in ottica riconoscimento».

L’Osteopatia in Italia al momento conta cinque Associazioni tutte appartenenti al Consiglio Superiore d’Osteopatia (CSd’O) nelle quali rientrano i 2000 operatori certificati che effettuano circa cinque milioni di trattamenti all’anno.