La Russa: più mezzi economici alle forze dell’ordine
Al convegno organizzato da Cisl e Siulp va in onda la condivisione su terrorismo e sicurezza
Non è facile oggi mettere intorno ad uno stesso tavolo esponenti di forze politiche diverse senza che si sviluppino polemiche tali da soffocare qualsiasi possibilità di dialogo, qualunque sia il tema del dibattito. E invece il copione ormai standard di ogni confronto politico, in cui la rissa è il piatto forte che non manca mai, ieri non è andato in onda. E la condivisione ha preso il posto dello scontro.
È successo ad un convegno organizzato dalla Cisl e dal Siulp, il sindacato di Polizia, che si è tenuto nel centro congressi della Provincia a Milano.
Sul tappeto c’era da discutere un argomento scottante, quello del terrorismo, sia di matrice italiana che internazionale.
A parlarne c’era il ministro della Difesa, La Russa, Il vice presidente della Camera, Rosi Bindi, Pierluigi Mantini, dell’Udc, Sergio Piffari dell’Italia dei Valori, il capogruppo Consiliare del Pdl in Provincia, Massimo Turci, il segretario nazionale del Siulp, Felice Romano, Anna Maria Furlan e Danilo Galvani, per la Cisl nazionale e milanese.
Che cosa, per una volta, ha unito invece che dividere i rappresentanti di forze politiche, abituate ormai più al litigio che alla discussione costruttiva?
Diciamo che collante insolito si è rivelato il terrorismo, tema appunto che costituiva il soggetto centrale del convegno.
Il ministro e coordinatore del Pdl, La Russa, Rosi Bindi, gli esponenti dell’Italia dei valori e dell’Udc, i sindacalisti, si sono trovati infatti d’accordo su un punto essenziale: il terrorismo di matrice italiana è stato sconfitto grazie al sacrificio di chi ha perduto la vita per opporvisi, ma anche grazie alla coesione di una classe politica che si è riconosciuta, indifferentemente dai versanti di appartenenza, intorno a valori irrinunciabili.
Non è stata una costatazione da poco quella espressa da esponenti di spicco di una classe politica accusata spesso di essere anomala rispetto a quella di altri paesi di democrazia consolidata, dove i punti cardinali della nazione sono patrimonio comune, all’interno del quale si riconoscono tutte le fazioni, anche le più distanti sul palcoscenico della politica.
Inoltre non è stato il giudizio sul terrorismo del passato l’unica convergenza di una giornata particolare.
La Russa, Bindi. e gli altri hanno fatto proprie, senza se e senza ma, anche le conclusioni dell’ultimo G8 dell’Aquila, la cui dichiarazione congiunta ha bollato «tutti gli atti di terrorismo da chiunque siano commessi come crimini inumani e ingiustificabili, indipendentemente dalla loro motivazione».
«Il terrorismo colpisce persone inermi, abbattendo poche persone con lo scopo di spaventarne molte. Per combatterlo bisogna per prima cosa non concedergli alcun alibi culturale», ha affermato il ministro La Russa il quale, nell’affrontare i pericoli provenienti dal terrorismo islamico, ha tenuto a precisare di escludere che essi siano motivati da incompatibilità religiosa, ma di ritenere che siano riconducibili principalmente a ragioni geopolitiche, a partire dal nodo irrisolto del conflitto israelo-palestinese.
Su un altro punto i partecipanti al convegno «Insieme per ricordare, uniti per prevenire» si sono trovati d’accordo: rispetto agli anni di piombo è cambiata completamente la percezione nei confronti delle forze di polizia, alle quali gli italiani hanno riconosciuto il merito di essersi guadagnato sul campo, oltre che con il sacrificio di tanti giovani valorosi, il ruolo di baluardo della sicurezza e della democrazia a cui sono chiamati.
«A lungo termine la risposta che si è sempre rivelata più efficace contro il terrorismo riguarda la pratica dei valori della democrazia, la promozione dei diritti umani e dello stato di diritto. In campo a contrastare certi fenomeni la Polizia da sola non basta, ma devono soccorrere anche le forze politiche e le altre componenti sociali», ha specificato Felice Romano, segretario nazionale del sindacato di Polizia.
La giornata dell’idillio si è conclusa con una ulteriore affermazione condivisa: «alle forze dell’ordine, oltre alle belle parole bisogna fornire più mezzi», hanno affermato in coro i partecipanti al convegno, con in testa il ministro La Russa, che ha anche precisato di avere ben studiato il problema rapportandolo a quanto si fa in altri paesi europei.
La conclusione, per quanto riguarda il supporto della politica alle forze di Polizia, non può quindi essere che una: nel merito dei mezzi finanziari per ora abbiamo ascoltato le belle parole, ora siamo in attesa dei fatti.