29 marzo 2020
Aggiornato 21:30
Politiche per l'immigrazione

«I Sindacati si uniscano a mobilitazione del I marzo»

Così i senatori del Partito democratico Roberto Della Seta e Francesco Ferrante si rivolgono al segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani

ROMA - «I sindacati italiani, e in particolar modo la Cgil, si uniscano alla mobilitazione del 1* marzo che vedrà migliaia di cittadini immigrati incrociare le braccia e manifestare, seguendo l'esempio di un'iniziativa analoga in programma in Francia, la Journe'e sans Immigre's. Sarà l'occasione per mostrare che senza il loro lavoro, senza la loro partecipazione attiva alla vita collettiva, il nostro Paese è zoppo, non funziona». Così i senatori del Partito democratico Roberto Della Seta e Francesco Ferrante si rivolgono al segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, con una 'lettera aperta' pubblicata oggi su il Manifesto.

«Sarà - continuano i senatori democratici - un atto simbolico di grande valore civile e democratico, che vedrà uniti donne e uomini italiani e non italiani, consapevoli del contributo essenziale dei cittadini immigrati al nostro Paese, decisi a ribellarsi a ogni rappresentazione dell'immigrazione come fenomeno negativo e a rivendicare piena cittadinanza per tutti coloro - immigrati di prima o seconda generazione - che vivono e lavorano onestamente in Italia ma sono tuttora considerati «stranieri» e come tali privati di diritti civili, sociali, politici. I sindacati e in particolare la Cgil, per la loro storia e per le idee che hanno sempre professato, non possono tirarsi indietro da questa grande giornata di civiltà: ogni rifiuto o incertezza sarebbe incomprensibile e grave. Ricordano infatti gli esponenti ecodem che «circolano in queste ore voci su presunte resistenze anche all'interno della Cgil ad aderire all'iniziativa del 1* marzo, voci penosamente strumentalizzate dai giornali di destra che ne approfittano per attaccare il movimento sindacale».

«Il nostro auspicio e il nostro appello - concludono Ferrante e Della Seta - è che la Cgil si unisca alla mobilitazione del 1* marzo: anche grazie a voi questa giornata può davvero segnare un punto civile di svolta, contro le derive razziste e xenofobe assecondate con irresponsabile leggerezza dalla destra al governo».

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