12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Politica & Giustizia

Berlusconi continua a delegittimare la Giustizia

I consiglieri del CSM discutono se intervenire nella polemica. «Ma forse paga di più l'indifferenza»

ROMA - Le parole di Berlusconi sulla magistratura sono «inaccettabili», «continua a delegittimare un potere dello Stato». Un contesto «incompatibile» con il rasserenamento auspicato proprio dal premier per affrontare le riforme. Dal Csm si commenta così l'ultimo j'accuse di Berlusconi, che oggi ha paragonato le «aggressioni» di alcuni giudici a quella subita in piazza Duomo a Milano per mano di Tartaglia.

«Paragonare le inchieste e i processi all'aggressione fisica come quella, come quella avvenuta in piazza Duomo, significa seminare tutt'altro che amore, ma odio nei confronti della magistratura», sostiene il consigliere laico di centrosinistra Mauro Volpi. Fa eco il togato di Md Livio Pepino: «E' un'affermazione di particolare gravità che rivela il pregiudizio e la delegittimazione costante nei confronti della magistratura, che sembrano la cifra di questo governo. E' un dato preoccupante per i cittadini della Repubblica». Il Csm, dice ancora Pepino, «dovrà dare una risposta adeguata per tutelare l'immagine della giurisdizione, vedremo in quali forme».

Un'ipotesi è che domani la Prima Commissione, dove è ancora aperto un fascicolo a tutela dei magistrati accusati proprio da Berlusconi nei mesi scorsi, valuti se e come intervenire. Del resto, rileva ancora il togato di Unicost Fabio Roia, le parole pronunciate oggi da Berlusconi sono «incompatibili con quel clima di rasserenamento che lo stesso premier voleva introdurre aprendo una nuova stagione del confronto. Per la magistratura è inaccettabile che il presidente del Consiglio del nostro Paese renda dichiarazioni generiche e indifferenti che tendono ancora una volta a squalificare l'ordine giudiziario, cioè il potere che la Costituzione individua per il controllo della legalità».

«La Prima Commissione - sostiene ancora Roia - valuterà l'opportunità di intervenire, ma, a questo punto, la tutela continuata diventa una non-tutela, proprio per la necessità di effettuare un uso continuo di questo istituto. Si parla di dialogo, ma mi sembra che ci sia una continua aggressione verbale. Forse a questo punto paga di più l'indifferenza».

«In questo momento - ha commentato la togata di Md Ezia Maccora intervenendo in plenum - bisogna rispondere con i contenuti: pensare a rendere un servizio efficiente e la proposta di rivedere le circoscrizioni - ha detto riferendosi alla delibera approvata stasera - è la prova evidente di ciò che il Csm sta facendo in questa prospettiva, anche per superare una logica di contrasto che non aiuta le istituzioni».