15 giugno 2021
Aggiornato 18:00
Domani il testo alla Camera

Sul Dl pay Tv l'opposizione fa muro

Al Senato commissione sconvocata, mancano le presenze del centrosinistra

ROMA - L'opposizione fa muro sul Dl che riduce, seppure gradualmente in tre anni, il tetto agli spot per le pay tv (dal 18% attuale al 12% nel 2012). Lo schema di decreto legislativo, che recepisce la direttiva Ue sulla Tv senza frontiere, era all'ordine del giorno oggi in Commissione Lavori pubblici al Senato per un parere, non vincolante. I lavori prevedevano la relazione di Alessio Butti, relatore di maggioranza, ma l'opposizione non ha firmato facendo mancare il numero necessario per procedere. La Commissione è stata dunque sconvocata e si riunirà nuovamente martedì prossimo alle 15.

Domani mattina, alle 9, l'appuntamento è alla Camera, sempre per il parere non vincolante e le relazioni di Giorgio Lainati e Deborah Bergamini per la Commissione Cultura e per la Trasporti. L'opposizione darà battaglia, come concordato stamani in una riunione presenti anche Paolo Gentiloni, responsabile comunicazioni e Michele Meta, capogruppo del Pd in Commissione Trasporti. E domani è prevista anche una conferenza stampa, con lo stesso Gentiloni, Roberto Rao (Udc) Massimo Donadi (Udc) Beppe Giulietti e i capigruppo nelle commissioni Cultura e Trasporti proprio sui motivi della contestazione al decreto.

Le Camere hanno tempo fino al 26 gennaio per esprimere il parere, non vincolante. Il Governo, comunque, sembra orientato a procedere lasciando inalterato lo schema di Decreto legislativo. Che oltre alla riduzione graduale del tetto agli spot per le pay tv prevede una riduzione al 10 per cento degli investimenti in opere comunitarie da parte delle emittenti.