L'«Immunità» divide il Pd, Bersani: no a scambi col «lodo»
Franco Marini apre all'ipotesi, Franceschini: «Non esiste». Convocato il gruppo del partito al Senato
ROMA - L'ipotesi di uno scambio tra 'lodo Alfano' bis, per via costituzionale, e la reintroduzione dell'immunità parlamentare agita il Pd: la proposta presentata al Senato da Franca Chiaromonte, insieme al Pdl Luigi Compagna, porta allo scoperto un dibattito rimasto sotto traccia nelle scorse settimane e che il segretario Pier Luigi Bersani cerca subito di smorzare: nessuno scambio, è il senso del ragionamento del segretario, eventuali aggiustamenti e contrappesi nel rapporto tra politica e magistratura possono essere valutati solo nell'ambito di una complessiva riforma della Costituzione.
La questione però non è così semplice da risolvere, perché a favore dell'immunità si è oggi pronunciato esplicitamente Franco Marini e il tema era stato definito «non un tabù» anche dal dalemiano Nicola Latorre qualche settimana fa, anche se in un quadro complessivo di riforme. Al contrario, il capogruppo alla Camera Dario Franceschini ha espresso una bocciatura netta, senza subordinate, all'ipotesi: «Non esiste - ha spiegato oggi - che per risolvere il problema si passa dal 'lodo Alfano' ad una immunità per tutti i parlamentari. Dico no all'immunità».
E non a caso sull'argomento sono in programma una serie di riunioni: martedì è previsto un incontro tra tutti i parlamentari Pd membri delle commissioni Giustizia di Camera e Senato; inoltre, il gruppo parlamentare del Senato è stato convocato proprio per discutere dell'immunità e degli altri provvedimenti sulla giustizia che palazzo Madama dovrà affrontare nelle prossime settimane. In agenda, anche se ancora non convocata, anche una una riunione del coordinamento, il 'caminetto' che riunisce tutti i big del partito insieme al segretario che dovrà fare il punto su regionali e riforme.
La linea che si cercherà di far passare è quella che spiega Andrea Orlando, su preciso mandato di Bersani: «Non ragioniamo di immunità parlamentare, siamo pronti a ragionare di riforme. In un contesto di riforme di sistema, si può anche valutare di regolare meglio i rapporti tra politica e magistratura e gli eventuali contrappesi; ma non siamo disponibili a reintrodurre in modo più o meno nascosto l'immunità parlamentare».