15 aprile 2021
Aggiornato 10:30
Inchiesta Arpac

Sandra Lonardo: mi stanno uccidendo

«Ho avuto molta paura. Non vedo l'ora di provare mia innocenza. Vorrei sapere quali sono i miei reati»

ROMA - «Mi mancava proprio il respiro, addirittura proprio non potevo muovermi, un dolore fortissimo, tanto che quando è arrivata l'equipe dei medici hanno avuto molta paura, mi hanno fatto due flebo. » Così, in un'intervista a Studio Aperto, Sandra Lonardo Mastella ripercorre i momenti del malore che l'ha colta mentre era in casa a Roma. Un malore che, sottolinea, investe la sfera fisica e psicologica.

«Certamente - spiega la Presidente del consiglio regionale della Campania - l'ansia prende, ogni giorno che passa prende sempre di più. Dormo sempre meno e sono molto preoccupata per la mia salute.

OBBLIGO DI DIMORA - «Sandra Lonardo, oggi ripresasi dal malore chiede la possibilità di affrontare i pm della procura di Napoli in dibattimento. La signora Mastella e', infatti, sottoposta ad obbligo di dimora fuori dalla Campania proprio perché coinvolta nell'inchiesta sugli appalti e le assunzioni all'Arpac, ente pubblico della Regione Campania.

«Io, di grazia - dice - vorrei sapere quali sono i miei reati? Mai per un attimo ho pensato di fare qualcosa per il mio interesse personale. E mai, dico mai, ho messo un soldo in tasca. Mai, mai, mai. Vorrei subito andare davanti ad un magistrato giudicante perché lì è tutta un'altra storia, io posso portare una serie di elementi, cosa che, invece, qui non posso fare. Per me è grave che si possa dare una pena ancora prima di avere una condanna. Mi stanno uccidendo. Qualcuno mi deve spiegare il motivo per il quale io sono qui, a Roma, senza avere fatto nulla».