Lega-Giornale e Libero contro Fini: tanti gli «stronzi»
Un coro compatto di repliche al Presidente della Camera. Sdoganamento turpiloquio esalta media. Per il Carroccio «fuori linea è lui»
ROMA - Muro contro Gianfranco Fini e il suo pressing a riformare la legge sull'immigrazione all'insegna di solidarietà e accoglienza dai quotidiani di centrodestra più vicini al Premier Silvio Berlusconi, fra Il Giornale diretto da Vittorio Feltri. Libero diretto da Maurizio Belpietro e la Lega di Umberto Bossi. Un coro compatto di repliche a Fini che ieri ha dato esplicitamente e consapevolmente degli «stronzi» a quanto praticano in Italia razzismo e xenofobia, nel corso di un incontro con alcuni studenti immigrati a Roma.
Uno sdoganamento istituzionale del turpiloqio, quello di Fini, che sembra esaltare i media italiani, con ampio spazio, analisi e riflessioni questa mattina su moltissimi dei quotidiani oggi in edicola. Con nota di merito alla fotonotizia in prima pagina sul Riformista di Antonio Polito che propone un fotomontaggio fra il corpo del personaggio televisivo bullo-play boy Fonzie e la faccia di Fini. Con pollici alzati e fumetto-didascalia «Stronzie», si legge.
Libero, Giornale e la Lega, invece, ne fanno una questione politica. «Volano gli stronzi», apre a tutta pagina il quotidiano di Belpietro. Che a Fini rifila un uno-due. Il direttore si incarica di difendere nel suo editoriale il Presidente del Senato Renato Schifani, dopo il suo richiamo a rientrare nei ranghi della maggioranza ai finiani. La penna di Mario Giordano, invece, intinge l'inchiostro sul «dibattito politico a livelli altissimi» aperto dal Presidente della Camera sull'immigrazione. «Dicono che i politici parlano solo di «stronzate». Non è più vero: ora parlano anche di «stronzi». Ovvero: si parlano addosso...», si legge fra l'altro. «Caro Fini, sugli immigrati c'è stronzo e stronzo», è il titolo in prima pagina sul quotidiano di Feltri, dell'articolo su Fini.
Quanto alla Lega, dopo la risposta per le rime a Fini di ieri venuta da Calderoli, oggi ne fa una questione assai seria di rapporti nella maggioranza e di programma comune del centrodestra, con il capogruppo alla Camera Roberto Cota. «Evidentemente Fini non parla di noi - dice Cota a Repubblica- la Lega non è razzista. Fini sull'immigrazione ha le sue idee che non coincidono con le nostre. A dividerci da Fini ci sono l'idea della cittadinanza e il diritto di voto agli immigrati: su questo la Lega non si convincerà mai. La maggioranza ha vinto le elezioni facendo della lotta all'immigrazione clandestina uno dei punti qualificanti dell'azione di governo. Le idee di Fini, invece, sono una potente calamita per attirare in Italia ancora più immigrati. Nè mi pare che le posizioni di Fini siano quelle ufficiali del Pdl. In ogni caso, finchè c'è la Lega possono tutti stare tranquilli».