20 ottobre 2019
Aggiornato 08:30
Primo vertice Italia-Serbia

Roma spinge Belgrado verso l'UE

E proprio oggi il croato Mesic era al Quirinale. Solo dieci anni fa Belgrado era bombardata dalla Nato

ROMA - L'Italia oggi a più livelli ha dato il suo contributo all'ingresso nell'Ue dei paesi balcanici. Solo dieci anni fa Belgrado era bombardata dalla Nato e l'Italia partecipava al conflitto. Nessuno, però, ha ricordato quei duri momenti oggi a Roma nel primo vertice intergovernativo serbo-italiano, anzi l'atmosfera è stata molto distesa, e il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi l'ha voluto dimostrare con un fuoco di fila di battute a fianco del presidente Boris Tadic.

I rapporti fra Serbia e Italia sono ottimi? Si, ma 'a rischio', colpa del centrocampista dell'Inter: «Se Stankovic dovesse segnare un gol al derby potrebbero peggiorare...». Subito dopo, altra gag di Berlusconi che scherza sull'avvenenza del presidente serbo: «Passo la parola al presidente Clooney... Ehm, Tadic...».

L'Italia, ha affermato Berlusconi, ha la «precisa volontà di avere la Serbia come partner e membro dell'Unione europea. Siamo stati i primi a individuare la soluzione per una pace duratura per tutti i Balcani attraverso l'ingresso nella comunità europea». Il capo del governo italiano ha osservato che in sede europea «non ci sono posizioni negative da superare». E' l'Olanda a bloccare l'ingresso in attesa dell'arresto dei ricercati per crimini di guerra da Tribunale penale internazionale dell'Aia per l'ex Jugoslavia, a partire dall'ex generale serbo-bosniaco Ratko Mladic.

L'Italia, ha ricordato Berlusconi, è oggi il terzo partner commerciale della Serbia, «ma - ha precisato - abbiamo l'ambizione di tornare ad essere il secondo partner come lo eravamo tempo fa e, perchè no, anche il primo». Il presidente del Consiglio ha ricordato gli investimenti della grande impresa «nei settori dell'energia, delle infrastrutture e nel settore automobilistico», sottolineando che «è confermato un importante investimento della Fiat», lo stabilimento Zastava di Kragujevac, il cui sviluppo è stato confermato ieri dall'amministratore delegato della casa torinese Sergio Marchionne.

Intanto sempre oggi al Quirinale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto il croato Stjepan Mesic e sottolineato che l'Europa «deve tenere aperte le porte all'ingresso dei Balcani» senza «riserve e ripensamenti».