16 ottobre 2019
Aggiornato 17:00
Politica estera. Italia-Serbia

A Roma il vertice tra Berlusconi e Tadic

Marchionne conferma volontà di sviluppare progetto Fiat nell'ex paese jugoslavo

ROMA - In coincidenza con il 130esimo anniversario dei rapporti diplomatici, si tiene oggi a Roma il primo vertice Italia-Serbia presieduto dal premier Silvio Berlusconi e dal presidente serbo Boris Tadic. Sul tavolo numerosi dossier di interesse bilaterale - dall'energia alla cooperazione nel settore agricolo - e la prospettiva di adesione di Belgrado all'Unione Europea. Belgrado nei giorni scorsi ha dato molto rilievo all'evento, annunciando il lancio di un vero e proprio «partenariato strategico», in particolare nel settore dell'energia.

Tadic è stato già ieri ricevuto dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da quello della Camera Gianfranco Fini. Oggi è impegnato nel vertice intergovernativo a cui prendono parte, per i due paesi, i ministri di Esteri, Interni, Sviluppo Economico, Difesa, Agricoltura, Ambiente, Trasporti.

La Serbia trova in Italia un convinto sostegno alle aspirazioni di avvicinamento all'Ue. E un mondo economico interessato alla volontà di modernizzazione del Paese guidato da Tadic, che è cuore di quei Balcani occidentali molto colpiti dalla crisi, ma con un potenziale di veloce ripresa e crescita. Così, come tutta l'area del Centro Est Europa, percepita come molto rischiosa nei mesi di massime turbolenze economico-finanziarie, ora torna ad attrarre gli investitori stranieri, pesi massimi italiani compresi.

Nel Paese balcanico è presente Unicredit con UniCredit Leasing Srbija e la controllata Unicredit Bank Serbia. Complessivamente, le banche italiane detengono il 25% del settore bancario serbo e le società assicurative italiane coprono il 44% del mercato assicurativo.

In Serbia è poi tornata lo scorso anno la Fiat, con l'accordo per una partnership con la Zastava cars. E proprio in occasione della visita di Tadic l'ad Sergio Marchionne ha confermato la volontà di «lavorare con impegno allo sviluppo del progetto di Fiat in Serbia». Terminato la definizione del piano industriale di Chrysler, ha spiegato Marchionne, «stiamo ora finalizzando la parte relativa all'Europa. Confermiamo le considerazioni strategiche relative alla nostra intenzione di investire in Serbia».