18 gennaio 2020
Aggiornato 10:00
Lepore: «Successo ad alto costo: spero che abbia risvegliato coscienze»

Camorra, Maroni: «Io quel video non l'avrei trasmesso»

«Stimo il Procuratore Lepore, ma non condivido la decisione. Travisata la realtà, bastava un fotogramma»

ROMA - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, non avrebbe diffuso il video dell'omicidio di camorra davanti a un bar del quartiere Sanità a Napoli. «Io quel video non l'avrei trasmesso», dice il titolare del Viminale, intervistato dal Corriere della Sera.

STIPO LEPORE - «Io il video l'ho visto in tv - racconta Maroni - devo dire che ho un ottimo rapporto personale con il procuratore Lepore, che considero un grandissimo magistrato, ma non condivido quella sua decisione. Sul piano squisitamente tecnico investigativo, infatti, la diffusione di quel video non era necessaria: bastava pubblicare il fotogramma che inquadrava quel soggetto perché la diffusione alla fine ha aiutato ma solo nel fermo immagine che viene dopo la parte truculenta. Io dunque avrei utilizzato il fotogramma... comunque avrei sfruttato la foto che era nitida: e forse il soggetto si sarebbe potuto catturare mentre adesso c'è un latitante in più. Sappiamo chi è ma è latitante».

IMMAGINI SCIOCCANTI - Il Ministro si augura che «non sia necessario ripetere l'esperimento. Sono immagini scioccanti, hanno dato l'idea di una città, Napoli, ben diversa dalla realtà. Purtroppo c'è anche il crimine ma la città è certamente diversa». Maroni non biasima l'indifferenza dei passanti che si vede nel video dell'omicidio: «Il coraggio non è un obbligo ma è anche inaccettabile che uno scavalchi un cadavere come se non fosse successo niente.

LA GUERRA SI VINCE SUL PIANO CULTURALE - L'indifferenza è un fatto altamente negativo perché noi possiamo catturare pure tanti latitanti ma la guerra contro la mafia si vince anche sul piano culturale. Purtroppo la reazione civile è molto tiepida ma questa è una cosa che non può risolvere il ministro dell'Interno».

LEPORE: «IMMAGINI SHOCK SONO SERVITE» - «Non potevamo fare altrimenti, le indagini erano ad un punto morto. Far vedere quelle immagini era la nostra ultima carta per cercare di ottenere un aiuto dai napoletani». Così intervistato dalla Stampa il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore commenta la scelta di diffondere il video dell'omicidio di Mariano Bacioterracino davanti un bar nel rione Sanità.

«Il video è stato un successo ad alto costo - dice - perchè facendo il giro del mondo ha proposto il lato brutto di Napoli. Naturalmente si è trattato di un'iniziativa straordinaria e spero che non si debba più ricorrere ad interventi del genere. Va detto però - continua Lepore - che oltre ad aiutarci ad identificare il presunto killer di Bacioterracino, sono sicuro che quelle immagini abbiano svegliato i napoletani e smosso la loro indifferenza di fronte alla morte».

«Non siamo nel Far West, questa è una esagerazione - conclude il procuratore - ma spero che il video serva a scuotere e risvegliare le coscienze e far fare uno scatto di orgoglio ai cittadini».