20 aprile 2021
Aggiornato 18:00
Reazioni. Inchiesta Arpac

Mastella: «Non ci arrenderemo, coscienza a posto»

L'ex Ministro della Giustizia a Repubblica: «In vicenda fatti oscuri. In indagini anche Bassolino?»

ROMA - «Sono sereno. Non ho paura di niente. Sto tornando di corsa a Roma per raggiungere mia moglie. Perché prima di ogni cosa ci sono i sentimenti e poi tutto il resto. Sandra è tranquilla. Semmai, è amareggiata. Ma noi abbiamo tutti la coscienza a posto. Sappiamo di non dover temere nulla. Andremo in tutte le sedi opportune a difenderci. Non ci arrenderemo».

Lo dice l'europarlamentare del Pdl Clemente Mastella in un'intervista a Repubblica, dopo la bufera giudiziaria che ha investito la moglie, Sandra Lonardo.

Per Mastella, «in questa vicenda ci sono delle cose che davvero non funzionano, che mi risultano alquanto oscure: Mi ha chiamato mia figlia stamattina presto da Roma. E mi ha detto che dentro casa mia sono arrivati all'alba quattro carabinieri. Stavano là dentro senza alcun permesso. Mi chiedo: cosa facevano? Cosa cercavano? Sono stati lì tre ore. Dalle 6 alle nove di mattino. Capite che shock per mia figlia? Ho dovuto ricordare loro che sono un parlamentare e che esistono certi limiti. E che quella era una violazione. Mi hanno solo risposto che stavano lì per attendere ordini». Che tipo di violazione? «Quella è una violazione di domicilio. Una cosa inaccettabile».

A chi gli chiede se Sandra Lonardo si dimetterà dalla presidenza del Consiglio regionale campano, Mastella replica: «Non posso escludere niente». Secondo l'ex Guardasigilli, l'inchiesta è legata a quella che due anni fa l'ha costretto alle dimissioni da ministro: «Temo che tutto nasca da lì. Anche se quella ormai è una vicenda superata. Mi chiedo: anche il governatore Antonio Bassolino è coinvolto nelle indagini?».