13 novembre 2019
Aggiornato 17:30
Su disposizione del Tribunale misure di prevenzione di Catania

A Messina confiscati beni per oltre 200 milioni alla mafia

E' una delle più imponenti confische eseguite in Italia. I beni sarebbero riconducibili a Mario Giuseppe Scinardo

MESSINA - Beni immobili e aziende per un valore di oltre 200 milioni di euro sono stati confiscati dalla Direzione investigativa antimafia di Messina su disposizione del Tribunale misure di prevenzione di Catania.

I beni sarebbero riconducibili a Mario Giuseppe Scinardo, 44 anni, originario di Capizzi, nel messinese, imputato di associazione mafiosa e sospettato di far parte della famiglia mafiosa di Mistretta. Per gli investigatori Scinardo sarebbe vicino al presunto capo di Cosa nostra della provincia di Messina, Sebastiano Rampulla. Fra i beni finiti sotto confisca, oltre a numerose società e ditte individuali 230 beni immobili e aziende agrituristiche, vinicole, impianti di calcestruzzi, e una novantina fra escavatori, trattori e camion.

L'operazione, denominata «Malaricotta 2» è stata coordinata dal procuratore di Catania, Vincenzo D'Agata, e rappresenta una delle più grandi confische mai compiute in Italia.