25 gennaio 2020
Aggiornato 20:00
Maroni: «Decida il Popolo»

Fondi, Cdm: «no» scioglimento per mafia

Per il Partito Democratico una decisione «incredibile e sconcertante». Di Pietro chiede le dimissioni del Ministro dell'Interno

ROMA - Il Comune di Fondi non sarà sciolto per mafia e i cittadini del piccolo centro laziale torneranno alle urne a marzo, visto che sindaco e giunta si sono già autosciolti con le dimissioni di qualche giorno fa. E' la decisione presa ieri mattina, dopo un lungo e tortuoso iter iniziato 394 giorni fa, e diversi rinvii, dal consiglio dei ministri.

La richiesta di scioglimento del Comune di Fondi era stata portata in cdm dal ministro Maroni sulla base di una corposa relazione del Prefetto di Latina, Bruno Frattasi, che fotografa una situazione allarmante per i livelli di infiltrazioni della criminalità organizzata nella vita economica e amministrativa locale (contiguità con la mafia assunzioni sospette, speculazioni edilizie, scambi di voti, reinvestimento di soldi della 'ndrangheta reinvestiti in attività commerciali).

Sullo scioglimento per mafia il governo ha temporeggiato a lungo perchè, come ha ammesso, tempo fa, lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, alcuni ministri erano contrari a questa ipotesi. Le dimissioni del sindaco Luigi Parisella (Pdl) e della Giunta hanno aperto la strada alle elezioni, dove gli stessi amministratori e il sindaco potranno ripresentarsi.

«Il Cdm - ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni - ha preso atto dello scioglimento dell'Amministrazione, il Prefetto di Latina ha nominato un commissario e il problema è stato risolto», ha spegato Maroni. «A questo punto - ha poi precisato - il Governo aveva 'due scelte possibili: andare al commissariamento del Comune per 18 mesi, oppure andare al voto e dare la parola al popolo sovrano. Abbiamo scelto la seconda strada, perchè la democrazia è sempre la scelta migliore».

Il 'no' del governo ha scatenato le reazioni delle opposizioni. Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro - ha chiesto le dimissioni del ministro Maroni.

«E vergognoso che questo governo non abbia sciolto il comune di Fondi. E un atto gravissimo che conferma la collusione fra la politica e la mafia». Con la decisione presa oggi - ha rincarato Di Pietro - il Governo Berlusconi dà il via libera alla candidatura, per le prossime elezioni, al sindaco e ai consiglieri dimissionari».