11 dicembre 2019
Aggiornato 15:30
Presidio-assemblea organizzato da tutte le associazioni lgbtq romane

Vladimir Luxuria: «usciamo fuori, non arrendiamoci alla paura»

Sarà a presidio stasera, appello a Carfagna: incontri associazioni

ROMA - Di fronte alle aggressioni omofobiche e alle bombe carta nella Gay street la risposta «è uscire fuori, perchè credo che non dobbiamo darla vinta a chi vuole terrorizzarci e chiuderci in casa», parola di Vladimir Luxuria, che proprio per questo questa sera parteciperà alle 22 al presidio-assemblea organizzato da tutte le associazioni lgbtq romane in via di San Giovanni in Laterano.

Anzi Luxuria lancia un appello a tutti, perché sia un'iniziativa di tutti contro la violenza: «Invito ad esserci anche chi non è gay, non deve vincere la paura, la paura di sentirsi non normali, deboli o in minoranza, per nessuno, non solo per i gay». Perchè «ci sono persone che hanno del livore dentro - spiega ad Apcom - che invece di rivolgersi allo psicologo se la prendono con i clochard, le donne, gli stranieri, gli omosessuali, sfogano la loro rabbia e frustrazione contro i più deboli. Ma non sono forti e virili, solo violenti e vigliacchi, e tali debbono sentirsi».

«Con la speranza - aggiunge Luxuria - che ci siano anche voci importanti della politica e della religione che intervengano e ci facciano sentire meno soli». Per Vladimir Luxuria si deve iniziare una campagna legislativa e una culturale, fin dalle scuole contro l'omofobia: «La politica a questo punto non può più fare finta di niente. Mi augura che quello che sta accadendo possa servire a tutti i ministri per considerarci tutti cittadini. E che il ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna finalmente voglia ricevere le associazioni, gay, lesbiche e trans. Perché si deve iniziare una campagna legislativa contro l'omofobia, che preveda anche sanzioni più severe, e una campagna culturale contro l'omofobia che parta dalle scuole».

E c'è una responsabilità per il clima di intolleranza che sembra aver invaso anche la gay street romana, che sta nelle parole, soprattutto quelle pronunciate da «alti uomini politici»: «Le ripetute aggressioni dimostrano - sottolinea Luxuria - che tutti devono stare molto attenti a non usare le parole come mine. Spesso abbiamo sentito anche da alti uomini politici parole contro il diverso ritenuto come pericoloso. E qualche mente instabile lo ha preso come richiamo alle armi. Ad esempio anche considerare le unioni civili come attacco alla famiglia».

Domani sera Luxuria sarà al Gay Village con il suo spettacolo e annuncia un fuori-programma per rispondere all'intolleranza omofobica e ringraziare chi non si lascia spaventare e «chiudere in casa». Lei sa bene cosa significhi: quando era piccola «non esisteva la parola omofobico ma esisteva la violenza, aggressioni succedevano spesso», e anche dopo quando non era ancora un deputato Prc e soprattutto la regina dell'Isola dei famosi, tante le aggressioni subite: «Gli ultimi episodi riguardano la campagna elettorale del 2006 quando mi bersagliarono lanciandomi dei finocchi, o la svastica dipinta sotto casa, o le parole della Gardini. Comunque è da un paio di anni per fortuna che sento di avere più affetto dalla gente che non disprezzo. Credo che molto sia frutto della popolarità».

Una popolarità conquistata uscendo allo scoperto, ma come persona-simbolo «non nascondo che a volte mi sento un po' come un bersaglio», ma la parola d'ordine non cambia: «Uscire fuori, non darla vinta a chi vuole farci paura e chiuderci in casa». Magari iniziando da questa sera, per dare un segnale forte, con accanto anche chi gay non è.