5 dicembre 2020
Aggiornato 23:30
Su disposizione del gip del Tribunale Alberto Davico

Sequestrato l'ospedale di Agrigento, gravi carenze strutturali

Manufatto esposto a «gravissimo rischio sismico», diversi indagati

AGRIGENTO - La Guardia di Finanza, su disposizione del gip del Tribunale Alberto Davico, ha posto sotto sequestro preventivo l'intero complesso ospedaliero San Giovanni di Dio di Agrigento: nella struttura sarebbero state riscontrate gravi carenze strutturali tali da esporre a gravissimo rischio sismico l'intero manufatto.

ULTERIORI ACCERTAMENTI - Il provvedimento cautelare è stato adottato dopo indagini coordinate dalla Procura locale e svolte dalla GdF di Agrigento, anche sulla base di una consulenza tecnica d'ufficio eseguita da alcuni esperti che ha scoperto i «gravi, precisi e concordanti indizi di colpevolezza».
Le indagini non si sono ancora concluse e sono in corso ulteriori accertamenti su diversi indagati ai più diversi livelli di responsabilità.

SGOMBERO DELLA STRUTTURA - Il legale rappresentante dell'azienda ospedaliera è stato nominato custode dell'immobile sequestrato ed allo stesso sono stati concessi 30 giorni di tempo per l'adozione di provvedimenti a tutela dell'incolumità del personale sanitario ed amministrativo e dei degenti, compreso lo sgombero dell'intera struttura.

PROVE TECNICHE - Le prove tecniche, cosiddetti «carotaggi», realizzate in ogni punto dell'ospedale San Giovanni di Dio avrebbero evidenziato, in particolar modo, che il calcestruzzo utilizzato era «depotenziato» cioè con una alta percentuale di sabbia e dunque fin dai primi sondaggi non è mai stato escluso un alto rischio di crolli. Il perito Attilio Masnata nominato dalla procura già alla prima tranche di rilievi presentò una relazione tecnica preoccupante: secondo il perito l'ospedale non poteva essere collaudato e doveva, dunque, essere dichiarato inagibile. Fin dalle battute iniziali dell'inchiesta, dopo i primi rilievi tecnici, la guardia di finanza di Agrigento e la procura si erano detti in attesa degli esiti delle perizie per valutare l'opportunità o meno di un sequestro della struttura.

COSTRUZIONE FRAGILE - In pratica, secondo i tecnici, la costruzione sarebbe «fragile» tanto da richiedere l’immediata chiusura. Una soluzione che ricorda il caso del piccolo ospedale di Melito Porto Salvo in Calabria chiuso l’anno scorso dopo l’ispezione del Nas. Ma il San Giovanni di Dio di Agrigento non è un piccolo ospedale ed ha una capienza di oltre 400 posti letto. Non è dunque facile immaginare le conseguenze di una chiusura che fino a qualche mese fa tutti escludevano.