16 settembre 2019
Aggiornato 00:00
G8 DELL'AQUILA

G8: prima giornata fra clima, Iran e visite all'Aquila

E Berlusconi ha promesso «nuovo G8 entro l'anno» contro calamità

L'AQUILA - Clima, sviluppo, economia e politica internazionale sono stati i temi affrontati ieri dal G8 dell'Aquila, che nella sua prima giornata ha visto riuniti solo gli otto grandi (Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Canada, Giappone, Russia) oltre alla Commissione europea e alla Svezia in veste di presidente di turno dell'Ue.

Il presidente del Consiglio ha promesso un nuovo G8 contro le calamità naturali: «Entro la fine dell'anno faremo un nuovo G8 per vedere gli ultimi sistemi più avanzati tecnologicamente per affrontare le calamità naturali« ha detto alla stampa.

IRAN - La serata di ieri si è conclusa con una dichiarazione politica che esprime «deplorazione« nei confronti delle violenze post elettorali in Iran e una frase di recisa condanna delle dichiarazioni negazioniste del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad.

CLIMA - C'è un accordo sul clima, almeno formale, fra gli Otto paesi industrializzati: i capi di Stato e di governo si sono impegnati con una dichiarazione condivisa a ridurre le emissioni di CO2 dell'80% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990. Nel testo, i leader dei Grandi hanno riconosciuto la necessità sostenuta dal mondo scientifico che la temperatura media globale non superi i due gradi centigradi oltre i livelli preindustriali.

Il clima sarà oggi anche il tema di una dichiarazione ben più complessa: il documento che sarà approvato dal Mef - formato allargato del G8 più G5 (Brasile, Messico, India, Cina e Sudafrica) più Australia, Indonesia e Corea del sud; più la Danimarca (nel ruolo di presidente della conferenza mondiale sul clima del prossimo dicembre) - riconoscerà comunque «l'opinione scientifica secondo cui l'incremento della temperatura media globale al di sopra dei livelli pre-industriali non dovrebbe eccedere i due gradi centigradi».

CRISI ECONOMICA - Sul piano economico, a fronte di alcuni segni di stabilizzazione, i leader globali hanno messo in guardia dai rischi che la crescente disoccupazione crea sulla stessa stabilità sociale e hanno alzato i toni contro evasione e paradisi fiscali. La congiuntura finanziaria non ha impedito di ribadire «l'importanza di rispettare gli impegni per aumentare gli aiuti allo Sviluppo fatti a Gleaneagles». Per l'Africa «questo includerà un aumento, assieme con gli altri donatori, di 25 miliardi di dollari l'anno entro il 2010, rispetto al 2004».

Ma la giornata di ieri ha visto anche una serie di visite guidate nei luoghi del terremoto; il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha accompagnato Barack Obama nel centro storico in rovina dell'Aquila. Il premier subito dopo ha fatto da cicerone in un altro tour del centro storico terremotato anche al presidente russo, Dmitri Medvedev.

In mattinata Berlusconi si era dedicato a Onna, la cittadina distrutta dal sisma del 6 aprile dove ha accompagnato la cancelliera tedesca Angela Merkel; nel borgo abruzzese avvenne durante la seconda guerra mondiale una strage nazista. Intanto a Roma le first lady sono state ospiti a pranzo in Campidoglio e hanno preso un té con la signora Clio al Quirinale.