Alfano: «In vigore riforma processo civile, stop lentezza»
«La paralisi imprigiona una enorme quantità di ricchezza»
ROMA - La nuova legge sul processo civile, che entra oggi in vigore, è stata varata «con l'intento di aggredire il principale nemico della nostra giustizia: la sua lentezza». Lo scrive il ministro della Giustizia Angelino Alfano, in un intervento pubblicato dal Corriere della sera.
Secondo Alfano «la scelta del presidente Berlusconi di intraprendere il difficile cammino delle riforme della giustizia partendo dal processo civile non è casuale: la paralisi imprigiona una enorme quantità di ricchezza, una risorsa occulta che è indispensabile restituire al circuito economico in un periodo di crisi».
«Il nostro impegno - scrive il Guardasigilli - è stato rivolto anzitutto a rendere più razionale il sistema processuale, eliminando sprechi di preziose energie. In quest'ottica si è puntato così sulla riduzione dei riti: oggi quasi trenta, una giungla procedimentale ormai intollerabile. Il Parlamento ha concesso una delega di 2 anni - ricorda Alfano - ma, nonostante la delicata materia, faremo prima».