12 marzo 2026
Aggiornato 11:39

Pordenone: scoperta pericolosa organizzazione criminale cinese

In 15 città italiane favoriva l’immigrazione clandestina e la prostituzione. Identificati 8 responsabili, 3 tratti in arresto

PORDENONE - Da Lecco a Como, passando dai comuni di Cantù ed Erba, da Torino a Milano, non tralasciando Verbania, Bergamo e Rovigo, per poi interessare Genova e Parma, Reggio Emilia e Firenze, fino ad arrivare a Pescara e ad Avellino.
Questi i luoghi e le 15 città italiane nei quali una pericolosa organizzazione criminale favoriva l’immigrazione clandestina e induceva alla prostituzione donne di nazionalità cinese.

Tutto è partito dall’estremo nord-est d’Italia, da Pordenone, dove i mirati controlli della Guardia di Finanza contro il «lavoro nero» avevano portato alla scoperta di numerose donne cinesi, senza documenti né regolare permesso di soggiorno, stipate all’interno di stanze malsane, adibite a luogo di perpetrazione del meretricio, in condizioni prossime alla soglia della dignità umana.

Identificati dalle Fiamme Gialle i responsabili, in seguito alle investigazioni di polizia economica svolte in tutta Italia i finanzieri hanno potuto denunciare all’Autorità Giudiziaria 8 persone componenti il sodalizio criminale, tra cui 4 fiancheggiatori italiani, arrestando 3 cittadini cinesi colpiti da ordinanze di custodia cautelare in carcere da parte dei Magistrati pordenonesi per gravi reati in materia di immigrazione e prostituzione.

L’organizzazione criminale contava su alcuni intermediari che svolgevano «funzioni di tramite» tra la Repubblica Popolare Cinese e l’Italia, per mantenere attivo il flusso di donne clandestine provenienti dall’Oriente e costituire così una fitta rete di unità immobiliari e appartamenti utili ad ospitare ed incentivare l’illecita attività.