25 aprile 2024
Aggiornato 05:30
Immigranti

Famiglia Cristiana: Per un pugno di voti migrante è un nemico

Indifferenza, gelo e chiusura soffiano anche nelle parrocchie

ROMA - «Per un pugno di voti in più, il migrante è un nemico»: è un titolo forte quello scelto da Famiglia Cristiana che, sulle sue pagine, continua la battaglia a favore del principio di accoglienza per gli immigrati, puntando il dito contro le decisioni dell'esecutivo sul tema dell'immigrazione.

«Lo 'stigma' del reato di clandestinità - si legge in un editoriale pubblicato in prima pagina sul numero di questa settimana - crea le condizioni perché i migranti vengano messi fuori dal consorzio umano. Si continua ad attizzare il fuoco della paura, tutto per una manciata di voti in più. Abbiamo trasformato il migrante in 'diverso', in nemico. La deriva xenofoba che sta prendendo piede in Italia dovrebbe preoccupare tutti, i cattolici in particolare».

C'è anche una critica rivolta alle parrocchie. «L'indifferenza e il gelo della chiusura soffiano anche nelle parrocchie. Possibile che i cattolici facciano prevalere la paura e un 'pacchetto propaganda' sui princìpi evangelici?».

«Con il voto di fiducia sul pacchetto sicurezza - prosegue l'editoriale - il Parlamento è stato espropriato della libertà di coscienza su un tema molto delicato che riguarda la vita di uomini, donne e bambini». «Il disegno di legge sulla sicurezza approvato dalla Camera con il voto di fiducia (evidentemente nella maggioranza c'è qualche 'mal di pancia'), si intreccia con i respingimenti dei clandestini verso la Libia, ignorando i più elementari diritti d'asilo di chi fugge da guerra, tortura e, spesso, da una condanna a morte. Che ne sarà di questa gente una volta fatta sbarcare sul suolo libico - si domanda il settimanale dei Paolini - in un Paese che non riconosce le convenzioni internazionali sui rifugiati?».

«Perché l'Italia, da sempre considerata la culla del diritto e della civiltà giuridica, Paese di profonde radici cristiane - prosegue il settimanale diretto da don Antonio Sciortino - antepone qualsiasi esigenza di sicurezza (vera o fittizia) ai diritti inalienabili dell'uomo? Sarebbe stata molto più efficace una seria politica di programmazione dei flussi e di sanatorie per regolarizzare quegli stranieri già inseriti nella società, come le badanti, che svolgono un ruolo prezioso e, molto spesso, insostituibile».

«L'auspicio è che i senatori, nell'esaminare il testo che ora approda a Palazzo Madama - afferma 'Famiglia Cristiana' - siano più lungimiranti dei loro colleghi di Montecitorio, e tengano presenti le osservazioni dell'Onu, togliendo il sigillo xenofobo che una minoranza politica ha imposto al Paese. Il disegno di legge ha già suscitato le reazioni negative della comunità ecclesiale, dell'associazionismo cattolico, dalle Acli alla Caritas a Sant'Egidio».

Per 'Famiglia Cristiana', «grandi preoccupazioni sorgono per le difficoltà al riconoscimento dei figli nati in Italia da madri clandestine senza passaporto, i cosiddetti 'bambini invisibili', liquidate frettolosamente come 'panzane' o 'stupidaggini' da esponenti del Governo. In realtà è un problema reale che rischia di farci scivolare nella barbarie».