28 ottobre 2020
Aggiornato 07:00

Randagismo e tratta dei cuccioli

LAV in 300 piazze d'Italia, oggi, domani e il 28-29 marzo, per chiedere massima prevenzione

Sono più di 500 i cuccioli di cane importati dall’Est Europa per lo più in condizioni drammatiche, sequestrati dalle forze dell’ordine in Italia solo negli ultimi cinque mesi: lo rende noto la LAV (www.lav.it) che oggi 21 marzo, domenica 22 e poi sabato 28 e domenica 29 marzo sarà presente in circa 300 piazze d’Italia con la campagna per fermare la tratta dei cuccioli, che coinvolge migliaia di quattrozampe all’anno e muove un losco giro d’affari stimato in circa 300 milioni di euro con la complicità di alcuni allevatori, trasportatori, commercianti di animali e purtroppo anche di alcuni medici veterinari senza scrupoli.

«La tratta dei cuccioli e, più in generale, la compravendita di animali rischia di essere un pericolosissimo bacino che va ad alimentare la piaga delle cucciolate fuori controllo, dell’abbandono di animali e del randagismo - dichiara Ilaria Innocenti del settore Cani e Gatti della LAV - un fenomeno, quest’ultimo, che secondo stime della LAV interessa circa un milione di cani ed è dilagante in particolare in alcune zone del centro-sud Italia, come testimoniano le gravissime aggressioni perfino mortali accadute nel Ragusano pochi giorni fa, e che necessita della massima prevenzione possibile.»

All’insegna della prevenzione e della cultura del rispetto di tutti gli esseri viventi, la LAV scende in piazza per chiedere,  attraverso una petizione popolare che i cittadini potranno firmare presso i tavoli LAV e su www.lav.it:

- una moratoria delle vendite di cani e gatti e sulle importazioni, in maniera da chiudere i «rubinetti» dell’abbandono delle cucciolate che causano enormi problemi economici alle Amministrazioni pubbliche, e di sicurezza, e per difendere il principio morale che un essere vivente non può essere oggetto di compravendita;

- subito una legge per l’introduzione del reato di traffico di animali da compagnia, al fine di perseguire chi, in maniera organizzata, clandestina e priva di documentazione, introduce e commercia cuccioli nel nostro Paese;
- subito un decreto legge in materia di tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani;
- ordinanze comunali e regionali, e un Decreto Legge del Governo, che impongano la sterilizzazione obbligatoria dei cani sul territorio nazionale;
- campagne di sensibilizzazione per incentivare le adozioni dai canili, peraltro gratuite.

Secondo i dati raccolti dalla LAV, nei soli ultimi cinque mesi la tratta dei cuccioli avrebbe portato alla denuncia di almeno 20 persone, in prevalenza allevatori e commercianti, al sequestro di centinaia di microchips-trasponditori e di libretti sanitari precompilati in bianco, di farmaci e dispositivi medici. Tra i reati contestati o ipotizzati: falsificazione di documentazione, frode in commercio, truffa, maltrattamento di animali, falsità ideologica, esercizio abusivo della professione di medico veterinario.

I cuccioli provengono in particolare da Ungheria, Slovacchia, Polonia, Romania, Repubblica Ceca, precocemente strappati alle cure delle loro madri costrette a continue gravidanze, sottoposti a infernali viaggi e imbottiti di farmaci per farli sembrare sani all’acquirente. La mortalità dei cuccioli nella fase che va dal trasporto ai primi mesi dopo l’arrivo in Italia raggiunge il 50%. La carenza di controlli sanitari e la violazione della normativa in materia di vaccinazione (es. vaccinazione antirabbica) comportano elevati rischi sanitari per l’Italia. Il valore di mercato di un cucciolo importato dall’Est (soprattutto Carlini, Jack Russell, West Highland, ecc.) e spacciato per italiano falsificando i documenti può aumentare fino a 20 volte.

A contrasto di queste illegalità, la LAV è impegnata in attività di sensibilizzazione delle autorità dei Paesi dell’Est più interessati, affinché intensifichino i controlli. A livello europeo il Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, condividendo la campagna della LAV, ha chiesto alla Commissaria Europea alla Salute Androulla Vassiliou un intervento di armonizzazione delle norme che riguardano questa materia, la revisione degli standard dei microchip che renda possibile la completa e sicura tracciabilità degli stessi, l’adozione di misure che intervengano sulle pratiche di allevamento degli animali da compagnia, la definizione di rigorosi protocolli armonizzati a livello comunitario per tutte le patologie che rappresentano cause di morte per gli animali.  

In questi mesi l’Associazione ha raccolto preziose segnalazioni, ha smascherato il sistema delle importazioni illegali di cuccioli (disponibile Dossier LAV) individuando gli aspetti normativi da riformare e chiedendo un’intensificazione delle attività di controllo, sta collaborando attivamente con tutte le forze di polizia e con il Ministero della Salute, ha tempestivamente garantito una idonea famiglia adottiva ad alcuni cuccioli di cane sequestrati dal NIRDA (Nucleo Investigativo Reati a Danno di Animali) del Corpo Forestale dello Stato e affidati alla LAV.

Grazie a questa capillare attività di sensibilizzazione, svolta anche attraverso il sito dedicato www.nonlosapevo.com , tre mesi fa il Ministero della Salute ha emanato una Nota ai Medici Veterinari per sollecitarli ad informare i futuri proprietari di animali d’affezione in merito ai possibili rischi legati all’acquisto di cuccioli;  il 18 dicembre 2008 i deputati Di Virgilio e Calabria hanno presentato una Proposta di Legge per combattere il mercato e il traffico illegale di animali da compagnia; l’Ufficio Diritti Animali della Provincia di Milano ha varato un Decalogo che fornisce ai cittadini semplici regole per non essere complici, anche inconsapevoli, della crudele tratta dei cuccioli.

Presso i tavoli LAV, il 21-22 marzo e il 28-29 marzo i cittadini potranno portare a casa il tradizionale uovo di Pasqua della LAV (in cioccolato fondente del commercio equo e solidale) in cambio di una piccola donazione a sostegno di questa campagna.