Messa di Pasqua nella sede della Grifo Latte
La cerimonia religiosa è stata officiata da monsignor Giuseppe Chiaretti
PERUGIA – «Un momento di riflessione, serenità e meditazione per prepararci alla Santa Pasqua». Così si è espresso il presidente di Grifo Latte, Carlo Catanossi, prima di passare la parola a monsignor Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, e dare l’inizio al rito religioso, che è stato celebrato lunedì 16 marzo, nella sala Riunioni della nota azienda umbra. Monsignor Chiaretti è stato chiamato dalla dirigenza di Grifo Latte proprio per celebrare una messa, in occasione delle benedizioni pasquali, e alla quale hanno partecipato anche, tra gli altri, il vicepresidente Giovi Rizziero, il direttore generale, Domenico Giombolini, i soci, i dipendenti e i collaboratori.
Un momento ‘sentito’ dai presenti ancora di più data la crisi economica che incombe anche sulle aziende umbre e che «non si può nascondere e dalla quale noi non siamo certo indenni. Naturalmente stiamo cercando di affrontarla e di stringere anche noi la cinghia». A parlare sempre il presidente Catanossi, che ha sottolineato come «l’azienda anche in questo periodo cerca di dare il meglio di sé, rispettando quelli che sono stati sempre i suoi ideali: la trasparenza, la legalità, l’onestà e cercando di creare dei rapporti non solo lavorativi, ma soprattutto umani».
Un’azienda che lavora puntando, dunque, sulla qualità delle sue produzioni, ma anche su quella dei rapporti umani, e che ha cercato di dare il suo contributo aiutando le fasce più deboli della società.
Carlo Catanossi, infatti, ha voluto ricordare anche «l’operazione sociale ‘SpendiMeno card’ che noi abbiamo intrapreso con la collaborazione del Comune di Perugia, e che permette a chi si trova in maggiori difficoltà economiche di poter acquistare a prezzi convenienti i prodotti del nostro marchio: latte, mozzarelle, yogurt e caciotte».
Anche monsignor Chiaretti ha voluto ricordare le iniziative intraprese dai vescovi umbri per fronteggiare la crisi e aiutare chi si trova in condizioni di disagio. «Pensiamo che si debba fare uno sforzo maggiore in questo periodo. Ogni giorno la Caritas riceve tra le 70-80 richieste di aiuto – ha affermato l’arcivescovo -, e anche noi a riguardo pensavamo di realizzare una sorta di card per l’acquisto di prodotti alimentari ad un costo contenuto, con la collaborazione di grandi cooperative».
Un’omelia, quella di monsignor Chiaretti, incentrata anche «sull’importanza della fede cristiana, su cosa sia avere un’identità cristiana, e sulla forza di trovare il coraggio, la speranza e la voglia di andare avanti nonostante la crisi, la mancanza di lavoro e anche la malattia».