20 gennaio 2021
Aggiornato 01:00

Oil for food: 2 anni a De Petro, ex collaboratore Formigoni

A Milano la prima sentenza dibattimentale al mondo

MILANO - Dopo 4 ore di camera di consiglio i giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano emettono la prima sentenza dibattimentale al mondo sulla vicenda relativa a Oil for food, pagamento di tangenti a funzionari dello Stato iracheno ai tempi di Saddam Hussein per l'acquisizione di barili di petrolio. 2 anni di reclusione per Marco Mazzarino De Petro, ex collaboratore di Roberto Formigoni governatore lombardo, e per altri due imputati Paolo Lucarno, intermediario d'affari e per Andrea Catanese, titolare della Cogep.

Tutti sono stati riconosciuti responsabili di corruzione internazionale. I giudici hanno accolto la tesi sostenuta dal pm Alfredo Robledo al termine del processo iniziato lo scorso luglio. Secondo l'accusa furono violate norme penali italiane. Per la difesa degli imputati il milione di euro versato e oggetto del processo era solo una sovrattassa pretesa dagli uomini di Saddam. «E' una sentenza ingiusta, ricorreremo in Appello» sono le parole che ai giornalisti dice Marco Mazzarino De Petro, presente in aula in occasione dell'ultima udienza. In sede di replica il pm Robledo aveva precisato: «Non si procede qui per la violazione dell'embargo, la violazione riguarda esclusivamente la legge italiana e non c'entra se il funzionario iracheno sia infedele o meno. Era la società a non dover versare i soldi». Il denaro venne pagato da Cogep su un conto della Somo, società di Stato irachena.

La Cogep era stata «segnalata» con un fax da Roberto Formigoni all'allora vicepresidente iracheno Tareq Aziz. Il nome di Formigoni comunque è sermpre stato estraneo alla vicenda processuale, perchè il presidente della giunta regionale lombarda mai venne iscritto nel registro degli indagati. Secondo Michele D'Agostino, avvocato difensore di Catanese, «la vicenda è discutibile sicuramente dal punto di vista etico, ma a nostro parere senza alcun valore penale». «Furono soldi pagati senza alcuna consapevolezza di delinquere da parte di imprenditori italiani gente per bene che non ha mai commesso reati e che grazie a un'attività lobbistica era arrivata ai barili di petrolio - è la tesi della difesa De Petro - il nostro assistito svolse un'attività regolare per conto del presidente Formigoni».

Tra 90 giorni ci sarà il deposito delle motivazioni della sentenza. Secondo le difese che faranno ricorso in Appello il fatto sarà prescritto a novembre prossimo. Per l'accusa invece la scadenza è tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011. Appare molto probabile in ogni caso la prescrizione prima della sentenza definitiva. Il verdetto di oggi al palazzo di giustizia di Milano ha sicuramente un valore simbolico perchè finora in nessun paese si arrivati a concludere un processo pubblico in relazione a fatti per i quali ci sono indagini in mezzo mondo.