19 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Caso Eluana Englaro

Englaro, Legale: «Civil action» primo atto citazione entro marzo

La conferma ad Apcom è stata data da Massimiliano Campeis, ideatore dell'iniziativa

UDINE - I legali di Beppino Englaro, Massimiliano e Giuseppe Campeis, sono già al lavoro per la «civil action» con la quale chiederanno il risarcimento danni per chi ha diffamato o calunniato il padre di Eluana e il primario anestesista, Amato De Monte. La conferma ad Apcom è stata data da Massimiliano Campeis, ideatore dell'iniziativa. Il primo atto di citazione potrebbe già essere notificato entro marzo.

Il figlio dell'avvocato Giuseppe Campeis spiega: «Procederemo civilmente o, se è il caso, penalmente, verso i soggetti che hanno ecceduto nei limiti del diritto di espressione attraverso cause civili risarcitorie. Le diffide sono già partite e il primo atto di citazione sarà notificato entro marzo». Lo studio Campeis esaminerà le centinaia di denunce arrivate alla Procura di Udine in questi mesi. «Procederemo verso più soggetti - ha spiegato ancora Massimiliano Campeis - chi ha diffamato già lo conosciamo, chi ha calunniato lo conosceremo esaminando le denunce inviate alla Procura».

Le cause civili risarcitorie avranno «una legittimazione congiunta - prosegue il legale - in capo al soggetto leso e i proventi saranno devoluti all'Associazione 'Per Eluana' i cui scopi e struttura saranno meglio definiti entro il mese». La 'civil action' in stile americano condotta dagli avvocati udinesi toccherà anche Internet. All'esame dei legali di Beppino Englaro ci saranno blog e messaggi postati da utenti che nei contenuti hanno offeso o diffamato la famiglia Englaro, Amato De Monte o chiunque stesse operando per attuare il protocollo di fine vita stabilito dal decreto della Corte d'Appello di Milano.

«Ci sono diverse frasi diffamatorie verso Beppino Englaro e Amato De Monte su blog pubblici - ha sottolineato Massimiliano Campeis - i cui post, se diffamanti, possono essere civilmente rilevanti. Sarà quindi necessaria l'identificazione dei soggetti che normalmente hanno un nickname». Campeis evidenzia che un'eventuale azione civile non permetterebbe l'identificazione dei soggetti, ma un'indagine di valenza penale potrebbe avvalersi dell'ausilio della Polizia Postale.