Indietro non si torna
I primi commenti dei democratici il giorno dopo le dimissioni di Veltroni
Il coordinamento nazionale del Partito Democratico ha ringraziato Walter Veltroni per il lavoro fondamentale svolto in questi mesi alla guida del partito. «Senza di lui il Pd non ci sarebbe, le speranze e le passioni di milioni di italiani non avrebbero avuto un punto di riferimento essenziale per il Paese e la sua democrazia. Le energie profuse, le idee, il prestigio investito da Walter in questo progetto sono presupposti imprescindibili per il futuro e un tesoro prezioso per le sfide che ci attendono».
Il coordinamento del Pd ha deciso all'unanimità di proporre all'assemblea Costituente di sabato l'elezione di Dario Franceschini come segretario reggente del Pd. La proposta verrà discussa con i segretari regionali e poi sottoposta ai segretari provinciali che si riuniranno nelle prossime ore.
I commenti:
Dario Franceschini
«A Walter, che per per non è un amico, ma un fratello, va riconosciuta la paternità della nascita del Pd».
Anna Finocchiaro
«Se questo addio di Veltroni senza sbattere la porta mi ha stupita? Conosco l'uomo, mi auguravo che non accadesse, ma l'ho capito. E quando dico conosco l'uomo, mi riferisco anche al dirigente politico, mi riferisco a quel modo di essere dirigente politico che gli consente di lasciare, dopo essere stato eletto con le primarie come è stato eletto, senza sbattere la porta e con un'iniezione di fiducia al Pd circa la prospettiva».
«Il nostro statuto prevede tre possibilità. La prima possibilità è che a norma dell'articolo 3 dello statuto si affidi il governo del partito a un segretario che lo tenga fino al congresso. La seconda ipotesi è che si decida di sciogliere l'Assemblea Costituente e di andare a nuove elezioni. La terza ipotesi, e ovviamente è un'ipotesi del tutto residuale, è che ci sia una maggioranza per cambiare queste regole. Il comportamento più responsabile e trasparente adesso è quello di affidarsi allo Statuto che è stato adottato dal nostro Partito».
Piero Fassino
«È necessario dare subito un segnale di coesione, rassicurazione e solidarietà. Bisogna dire innanzi tutto grazie a Veltroni e alla sua generosità, al fatto che in un anno e mezzo ha offerto al partito passione, intelligenza e devozione uniche. La sua è una scelta difficile, sofferta e un atto di rara generosità. Il Pd è comunque radicato nel Paese profondamente e se è vero che questo è un passaggio difficile noi abbiamo le energie per superarlo».
Pierluigi Bersani
«Un bel discorso e Veltroni ha ragione quando parla di ottimismo ed invita ad andare avanti. Il Pd è un nostro progetto ed è una scommessa storica. Ora è necessaria una discussione approfondita che guardi al fondo della società italiana. La nostra missione storica è intatta».
Goffredo Bettini
«Superata l'emozione del momento, nel Pd si dovrà aprire una discussione politica franca. La democrazia se regolata bene è un grande fatto per il Pd».
Pierluigi Castagnetti
«Walter Veltroni anche nella Conferenza stampa di questa mattina ha confermato di essere uomo di grandi visioni politiche senza di cui il Pd non può vivere. Chi gli succederà dovrà necessariamente trovare il modo di utilizzare questo suo indispensabile talento. Lo stile con cui ha deciso di lasciare, al di là dell'amarezza che tale scelta ha procurato in gran parte del partito, è pure una lezione che rende onore alla novità e alla virtù del Pd».
Vincenzo Vita
«Voglio fare un affettuoso e sentito ringraziamento a Veltroni per l'enorme lavoro che ha svolto in questi mesi accendendo tante speranze. Ora non dobbiamo rassegnarci, ma neppure imboccare scorciatoie. Le dimissioni di Veltroni ci impongono una riflessione profonda su questa nostra impresa».
Achille Serra
«Anche nel doloroso momento del congedo, Walter Veltroni si è rivelato un gran signore, un uomo di elevata statura morale e politica. Profondo è il rammarico per l'ottusa incomprensione che ha penalizzato la sua persona e la sua azione politica, incomprensione aggravata dalla crescente conflittualità all'interno del partito. La responsabilità per il vuoto che ora ci troviamo ad affrontare è interamente delle divisioni intestine di uno schieramento votato all'autodistruzione, capace di condannare, spesso in maniera subdola e latente, la leadership, ma incapace di proporre una reale, concreta, possibile alternativa».
Andrea Manciulli, segretario del PD della Toscana e Salvatore Caronna, segretario del PD Emilia-Romagna.
«La decisione di Walter Veltroni è un gesto di rara e grande generosità nei confronti del progetto del Partito Democratico. Si tratta di una scelta difficile e dolorosa che dimostra una passione civile e morale di altissimo livello. In questo momento vogliamo rinnovargli la nostra stima e il nostro ringraziamento per l’impegno che ha saputo promuovere nel lavoro di nascita e costruzione del Partito Democratico. Ora si apre una fase particolarmente difficile, complessa e delicata. Per queste ragioni è indispensabile coinvolgere tutte le realtà territoriali nella definizione del percorso di
gestione e di rilancio del Partito. In questo contesto, dunque, è necessario ed urgente convocare rapidamente la Conferenza dei segretari regionali per concordare le scelte e le decisioni che andranno assunte».