7 dicembre 2021
Aggiornato 05:00
Il coleottero che sta distruggendo le palme in Sicilia

Punteruolo rosso: una guida per affrontare l’emergenza

«Eliminare completamente l’infestazione - ha spiegato l’assessore La Via - è oggettivamente molto difficile nelle aree colpite da più tempo»

PALERMO - Le nuove iniziative per limitare l’azione del punteruolo rosso, il coleottero che sta distruggendo le palme in Sicilia, sono state presentate nel corso di una conferenza stampa alla presenza degli assessori regionali all’Agricoltura, Giovanni La Via e alla Protezione civile, Giovanni Iarda e del docente dell’Università di Palermo, Stefano Colazza. L’incontro con i giornalisti segue la riunione di un tavolo tecnico regionale convocato per definire una strategia comune, diretta ad affrontare adeguatamente e con prontezza tutti gli aspetti del grave problema.

Ridurre la popolazione degli insetti - «Eliminare completamente l’infestazione - ha spiegato l’assessore La Via - è oggettivamente molto difficile nelle aree colpite da più tempo. Per questo motivo abbiamo deciso di puntare su un obiettivo perseguibile e cioè quello di ridurre la popolazione degli insetti. Questo avverrà, innanzitutto, concentrando gli sforzi, della task force, sulle aree border-line, cioè quelle poste a margine di quelle infestate e nei punti di nuova infestazione. Così si rallenterà, il più possibile, il propagarsi degli insetti nelle aree ancora indenni del territorio regionale. Invece, nelle zone fortemente infestate, come l’area metropolitana di Palermo, sia procederà con l’utilizzo di apposite trappole».
Un ruolo fondamentale lo avrà anche la Protezione civile regionale.

«Siamo in presenza - ha detto l’assessore Giovanni Ilarda - di un vero e proprio disastro ambientale e paesaggistico che può essere fonte di pericolo anche per la sicurezza delle persone. Abbiamo già chiesto la dichiarazione dello stato di calamità e sono certo che la giunta, nel corso della prossima riunione, non esiterà un attimo ad approvarla. Successivamente potremmo chiedere al Governo centrale la dichiarazione dello stato di emergenza, per poter fronteggiare la situazione con mezzi e risorse adeguate alla gravità della situazione per quanto concerne la pubblica incolumità».
Nel frattempo, le attività di ricerca delle Università siciliane proseguono, anzi aumentano con il coinvolgimento di altri Stati come Israele ed Egitto, grazie all’utilizzo di fondi della Cooperazione decentrata, messi a disposizione dall’assessore Ilarda. Tra le sperimentazioni in atto anche la possibilità di nuove modalità di smaltimento del materiale infestato.

«L’obiettivo - ha sottolineato il professore Stefano Colazza - è quello di rimuovere il maggior numero di insetti, cercando di rispettare l’ambiente. Non possiamo cospargere le piante e le città di prodotti chimici altamente inquinanti e nocivi alla salute per debellare gli attacchi del punteruolo rosso. In particolare, dal 26 ottobre 2008 sono vietati i trattamenti con prodotti fitosanitari, nella aree pubbliche e giardini privati. Abbiamo bisogno, invece, di utilizzare metodi biologici e avere la collaborazione dei privati. Ecco perché abbiamo già coinvolto, in questo percorso, le scuole».
Il progetto in itinere si chiama «Adotta una trappola» e, in una prima fase, riguarderà il comune di Palermo. Saranno 500 le trappole che saranno collocate nei pressi di viali e giardini a rischio, ma anche scuole con l’obiettivo di catturare il maggior numero di coleotteri.
«Pur non essendo risolutivo, il metodo delle trappole - ha proseguito Colazza - è molto importante per il significato educativo e sociale con il coinvolgimento responsabile di un gran numero di cittadini e studenti».

Presentato anche un vademecum, preparato dal Servizio fitosanitario regionale in collaborazione le Università di Palermo e Catania, con le indicazioni utili per la prevenzione e la terapia, le informazioni sul monitoraggio e su come procedere alla segnalazione delle palme infestate, al loro abbattimento con relativa distruzione. Per la prima volta, c’è quindi una vera e propria guida ufficiale della Regione che servirà ad aiutare privati ed enti locali.

Dal riepilogo regionale, effettuato dall’Azienda foreste demaniali, emerge che nel periodo luglio 2007-febbraio 2009, sono 11.686 le palme infestate, di cui 7.345 già eliminate. Palermo, Trapani e Catania le province più colpite. Prevista anche la revisione urgente del decreto assessoriale 294 del 2007 sulle misure fitosanitarie per il controllo e l’eradicazione del punteruolo rosso, con l’introduzione di modalità differenti di intervento nelle zone di insediamento e nelle altre zone di più recente infestazione. Allo studio anche l’accelerazione dell’iter per la costituzione di un elenco pubblico regionale di imprese per il servizio di abbattimento.

«Stiamo lavorando anche - ha concluso l’assessore La Via - a una normativa, così come già avvenuto in Puglia, per l’erogazione di un bonus a favore di privati e enti pubblici quale ristoro per le spese di abbattimento di palme infestate dal punteruolo».

La mappa della diffusione e la scheda dei sintomi del punteruolo rosso sono disponibili sui siti www.regione.sicilia.it/agricolturaeforeste e www.terrasicilia.it