18 agosto 2019
Aggiornato 23:00
Approvato il profilo professionale di “Assistente familiare” e il percorso formativo

Come diventare badante professionista

Benatti: Un atto che centra due obiettivi, qualificazione delle lavoratrici, anche straniere e risposta alle famiglie con un congiunto bisognoso di cura

Non solo pulizia della casa o cura per l’igiene della persona, ma sapersi orientare anche nel contesto sociale, sanitario e culturale dell’assistito, riconoscere le diverse esigenze, avere competenze nutrizionali, sapersi muovere nella rete dei servizi alla persona per garantire il disbrigo di pratiche burocratiche. E’ questo, in sintesi, il profilo della badante professionista.
Per acquisire tali professionalità, gli assistenti familiari o più comunemente «badanti» potranno tra breve frequentare un corso di formazione specifico. La giunta regionale, infatti, su proposta dell’assessore alla Formazione-Istruzione- Pari Opportunità, Stefania Benatti, ha approvato il profilo professionale e formativo dell’Assistente familiare individuandone il percorso e le modalità di rilascio della certificazione.

« E’ un provvedimento – spiega Stefania Benatti – apparentemente molto semplice nei contenuti ma che può moltiplicare gli effetti positivi, rispondendo ad esigenze concrete e quotidiane, tutte meritevoli di trovare risposta: in primo luogo alle donne,giovani e adulte, in gran parte straniere, sia in termini di qualificazione lavorativa che di integrazione sociale e non meno importante, una risposta alle famiglie che richiedono sempre più capacità professionali e affidabilità alle persone che vivono gran parte della giornata con un loro congiunto.«

Con la recente deliberazione è stato innanzitutto definito il profilo professionale dell’assistente familiare, cioè un operatore che si prende cura della persona non autosufficiente (anziana o disabile non anziana) a sostegno dei familiari, contribuendo a promuoverne l’autonomia e il benessere psico-fisico, in funzione dei bisogni e del suo contesto di riferimento: svolge attività di assistenza diretta nella routine quotidiana e si occupa della pulizia della casa. Inoltre l’assistente familiare deve sapersi relazionare con la rete dei servizi territoriali , pubblici e privati, per facilitare l’accesso a tali servizi alle persone assistite non autonome.
In particolare, chi vorrà acquisire tale qualificazione e il conseguente attestato di professionalità dovrà frequentare corsi per una durata standard di 100 ore. Per il rilascio di una semplice certificazione di competenza sarà invece sufficiente la frequenza di 20 ore di corso.
Non c’è bisogno di avere conoscenze pregresse,ma come requisiti di accesso ai percorsi formativi viene richiesta la conoscenza della lingua italiana, sia parlata che scritta, la maggiore età e il permesso di soggiorno.

Alle Province, in collaborazione con gli Ambiti territoriali, spetterà progettare i percorsi formativi e realizzare un manuale plurilingue a disposizione delle famiglie e delle assistenti familiari sugli interventi di cura della persona. Presso i Centri provinciali per l’impiego sarà poi a disposizione un elenco delle assistenti familiari con specifica certificazione di competenza. Le famiglie, inoltre, che si trovano ad affrontare il problema di un congiunto da assistere, potranno trovare un supporto psico-sociale negli Uffici di Promozione Sociale, presso gli Ambiti territoriali.