27 maggio 2024
Aggiornato 06:00
Immigrazione clandestina

«Medici e infermieri, non spie»

Il PD con Medici senza frontiere: «Senza un ravvedimento, daremo battaglia in aula»

Medici senza frontiere, l'organizzazione che dal 1971 presta soccorso ai malati di tutto il mondo, dice no all’ultima trovata della Lega nord: quella di rendere obbligatoria per i medici la denuncia di eventuali pazienti clandestini.
L’emendamento al decreto sicurezza che è stato presentato dai senatori del Carroccio ha costretto Msf a lanciare un appello affinché la folle richiesta venga bloccata. Altrimenti, se la norma del vecchio Testo Unico sull'immigrazione che sancisce il divieto di «segnalazione alle autorità» per il personale sanitario venisse soppressa, si negherebbe agli immigrati il diritto alla cura alla salute.

Scrive nel’appello pubblicato Msf: «Il rischio di essere segnalato creerebbe nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie. Ciò potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri - con aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati - e ripercussioni sulla salute collettiva - con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili».

«La cancellazione del principio di non segnalazione – continua l’appello - vanificherebbe inoltre un'impostazione che nei 13 anni di applicazione (il principio è presente nell'ordinamento italiano già dal 1995) ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri: riduzione dei tassi di Aids, stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi, riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…)».

Solidarietà immediata alla battaglia di Msf è arrivata da Anna Finocchiaro, capogruppo del PD al Senato. «Lotteremo nell'Aula del Senato contro questa iniqua iniziativa della maggioranza», spiega la senatrice dei democratici, «Il Pd crede nella Costituzione, che all'articolo 32 sancisce il diritto alla salute e alle cure per tutti, cittadini e non per questo - sottolinea Finocchiaro - non si possono trasformare medici e infermieri in spie». I migranti che si accostano alla sanità pubblica «hanno tutto il diritto di essere curati, a prescindere dalla loro condizione di clandestinità. Ciò tutela il loro fondamentale diritto alla salute e garantisce anche il più generale interesse della comunità alla salute collettiva». Di fatto «dobbiamo purtroppo rilevare che il solo sospetto della denuncia ha fatto diminuire del 30 per cento il ricorso alle cure da parte degli immigrati, come ha denunciato Medici senza Frontiere». E' una «preoccupazione, questa, avanzata anche dall'Ordine dei medici. Auspichiamo - conclude Finocchiaro - un ravvedimento da parte della Lega. Ma se non ci fosse, daremo battaglia in aula affinché la proposta non venga approvata».

L'emendamento contro il quale si oppongono le associazioni che oggi, davanti a Montecitorio, hanno organizzato una fiaccolata di protesta, approderà domani all'esame dell'aula di Palazzo Madama. «Ai senatori - spiega Kostas Moschochoritis, direttore generale di Msf Italia - chiediamo di dire no a un provvedimento che creerebbe paura ed ostilità, con conseguenze sulla salute degli immigrati e degli stessi italiani. La diffidenza - riconosce - c'è già e peggiorerebbe con la paura dei clandestini di essere denunciati».

A protestare davanti alla Camera dei deputati un centinaio di persone, immigrati ma soprattutto italiani. Tra questi tanti giovani medici di Msf, ma anche volontari di Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione), Simm (Società italiana di medicina delle migrazioni) e Oisg (Osservatorio italiano sulla salute globale). Per tutti una maglietta con su scritto 'Siamo medici e infermieri non siamo spie'.