18 giugno 2021
Aggiornato 16:00
Altre Regioni pronte a collaborare. Appello all'invio di sanitari

Martini: «Subito un ponte umanitario permanente»

«L'assessore Toschi ha già incontrato l'Anp e saranno loro a fornire gli elenchi dei bambini che hanno bisogno di cure»

FIRENZE - «Questo piccolo miracolo che abbiamo compiuto come sistema-Paese non deve rimanere isolato. I 10 bambini che siamo riusciti a portare in Italia per essere curati devono rappresentare l'inizio di un corridoio umanitario che servirà a portare soccorso ai bambini di Gaza». Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, appena rientrato in Italia dalla missione umanitaria compiuta insieme al ministro Franco Frattini guarda avanti.

«Proprio stamani – ha riferito Martini durante la conferenza stampa tenuta nella sede dell'ospedale Meyer dove sono ricoverati dalla notte alcuni dei piccoli palestinesi – l'assessore Massimo Toschi ha avuto un incontro con il ministro della sanità dell'Autorità Nazionale Palestinese, Fhaty Abu Moghli, ed hanno convenuto che sarà l'ANP a stilare gli elenchi dei bambini che hanno bisogno di cure. Naturalmente saranno i medici a scegliere il tipo di intervento che dovrà essere compiuto in ciascun caso. Le modalità di intervento saranno tre: la prima prevede il supporto, tramite mezzi e personale sanitario, alle strutture sanitarie palestinesi, la seconda prevede il ricovero dei bambini negli ospedali israeliani, dove saranno curati da equipe miste, grazie alle convenzioni che già abbiamo con il progetto Saving Children, la terza prevede l'invio dei casi più gravi in Italia. Ma l'importante è che si apra un corridoio umanitario permanente e oggi, da questo viaggio torniamo con qualche piccola certezza in più.» Martini in proposito ha ricordato che la necessità di aprire un corridoio umanitario per garantire le cure ai bambini di Gaza è «fortemente sostenuta dal ministro Frattini», ribadendo come l'Italia ha scelto di caratterizzare la propria azione come «un'iniziativa politica e diplomatica», e come questo sia stato possibile grazie «al buon nome che godiamo nei territori per le iniziative che portiamo avanti da anni».

In particolare Martini ha ricordato il progetto Saving Children «che ci ha permesso di curare, in 5 anni, quasi 6 mila bambini palestinesi negli ospedali israeliani grazie ad equipe mediche miste». Martini ha ricordato inoltre che «lo stesso primo ministro dell'ANP, Salam Fahiad, nell'incontro avuto con il ministro Frattini, a cui io stesso ero presente, ha detto che è giusto che in prima battuta l'impegno umanitario sia diretto ai bambini.» Martini ha concluso esprimendo il proprio ringraziamento al ministro Frattini «perché ci ha invitato, dando in questo modo il segno di una politica integrata che coinvolge le Regioni e il sistema delle autonomie locali». La Regione Toscana, che è coordinatrice delle Regioni per la sanità, è anche la coordinatrice degli interventi di cooperazione sanitaria a Gaza. Il presidente della Toscana ha inoltre ringraziato tutti i soggetti che hanno collaborato all'iniziativa umanitaria (dalla direzione generale per la cooperazione della Farnesina, alla Croce Rossa, alla 46a brigata dell'aeronautica, al centro Peres, ai medici palestinesi e alle Ong, al personale sanitario del Meyer e degli altri ospedali toscani che hanno accolto i bimbi palestinesi. Un «grazie» particolare il presidente della Regione lo ha rivolto all'assessore Massimo Toschi «perché è proprio per la sua opera quotidiana e incessante che la Toscana è apprezzata dovunque in Palestina, sia da Israeliani che da Palestinesi, ed è grazie a questo buon nome che sono possibili interventi come questi.»

Infine Martini ha detto che già altre Regioni, oltre ad Umbria, Emilia-Romagna e Friuli-Venezia Giulia, che già sostengono Saving Children, si sono fatte avanti per dare una mano e che nei prossimi giorni si terrà una riunione operativa del coordinamento delle Regioni per dare il via ad ulteriori interventi. Fra questi ci sarà senz'altro la risposta alla richiesta avanzata da Maesa Irfaeya, la dottoressa palestinese che ha accompagnato i piccoli e ha partecipato alla conferenza stampa di stamani, dopo aver collaboratore a tutte le pratiche per l'espatrio dei bambini e dei familiari. Dopo aver raccontato quanto sia stato difficile e concitato il disbrigo delle varie pratiche, Maesa ha ribadito come il sistema sanitario palestinese abbia urgente bisogno di «rinforzi» sia da parte di medici e personale sanitario, sia di forniture mediche. Il commissario del Meyer, Tommaso Langiano, ha poi riferito che dei 10 bambini portati in Toscana, 5 sono attualmente ricoverati al Meyer, 2 all'ospedale di Pisa, 2 a quello di Siena e 1 all'Opa di Massa. I bambini sono affetti da gravi patologie croniche, di tipo urologico neurologiche e del metabolismo infantile e sono accompagnati dalle mamme o dalle nonne. «Attualmente – ha concluso il responsabile del Meyer – si stanno svolgendo accertamenti medici e non è possibile dare indicazioni sulla prognosi dei piccoli.»