27 maggio 2024
Aggiornato 12:30
Due giorni di colloqui e riunioni operative finalizzate a prevenire e contrastare i reati più gravi

Il capo della Polizia Manganelli a Tirana

L’incontro con i vertici della polizia dell’area balcanica ha l'obiettivo di realizzare un piano comune d’azione

La tratta degli esseri umani, lo sfruttamento della prostituzione, il traffico di sostanze stupefacenti e la criminalità transnazionale in genere sono i fenomeni delinquenziali su cui è focalizzata l’attenzione dei due giorni di incontri operativi e colloqui in svolgimento a Tirana, con la partecipazione del capo della Polizia Antonio Manganelli.

Lo scopo è quello di sviluppare, nel contrasto della criminalità transnazionale, una più forte collaborazione tra le polizie e di realizzare un piano d’azione comune nella prevenzione e nel contrasto ai gravi reati.

Il prefetto Manganelli, prendendo parte alla cerimonia celebrativa del 96° anniversario della fondazione della Polizia albanese, ha recapitato oggi al capo della Polizia Ahmet Prenci e a tutti i poliziotti albanesi «il caloroso saluto e i più fervidi auguri» del ministro dell'Interno Maroni.
Nel corso della sua visita, il prefetto Manganelli incontra il primo ministro Berisha, il ministro dell’Interno Nishani e il procuratore capo Ina Rama.

Fanno parte della delegazione del Dipartimento della pubblica sicurezza: il vice capo della Polizia Francesco Cirillo, responsabile della Direzione centrale della polizia criminale; Rodolfo Ronconi, direttore centrale per l’immigrazione e la polizia delle frontiere; Stefano Berrettoni, a capo della Direzione centrale per i servizi antidroga e Antonio Girone, responsabile della Direzione investigativa antimafia.

Il Dipartimento della pubblica sicurezza ha rivolto all’area geografica dei Balcani una specifica attenzione.
Si ricordano gli incontri avvenuti nel febbraio 2008 a Bucarest, con capo della polizia e il ministro dell’Interno rumeno e la creazione nel maggio scorso di una task force italo-romena che ha ottenuto importanti risultati nella lotta alla criminalità con la cattura di pericolosi latitanti mafiosi, l’arresto di oltre mille cittadini romeni coinvolti in attività illegali in Italia e la denuncia di oltre 2.000 persone coinvolte nel traffico di minori e sfruttamento della prostituzione.