1 giugno 2020
Aggiornato 10:30
La giunta regionale approva le delocalizzazioni degli immobili in zone dissestate

600 mila euro di solidarietà ai nuceli familiari sgomberati

Carrabs: «E’ opportuno delocalizzare quando l’intervento di messa in sicurezza è troppo oneroso per la Pubblica Amministrazione. Precedente importante da applicare anche alla difesa della costa»

Un bel regalo di Natale per le famiglie che hanno dovuto abbandonare la prima abitazione in seguito a ordinanza di sgombero, perché ubicata in zone soggette a dissesto idrogeologico. Saranno assegnati, infatti, complessivamente 600 mila euro come contributo di solidarietà. La decisione adottata recentemente dalla giunta regionale su iniziativa dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici e Difesa del suolo, Gianluca Carrabs, interessa sette Comuni: Cagli (PU), Gualdo (MC), Lapedona (AP), Montefalcone Appenino (AP), Potenza Picena (MC), Mondavio (PU) e Force (AP).

«Con tale provvedimento – spiega l’assessore Carrabs – si è ritenuto opportuno indennizzare le famiglie piuttosto che intervenire per la messa in sicurezza del territorio, troppo onerosa e non sempre efficace, dando la possibilità, ai proprietari degli immobili adibiti a prima abitazione e collocati in zone dissestate e come tali soggetti ad ordinanza di sgombero,di ricevere un contributo a fondo perduto per comprare un’altra abitazione.»

L’assessore Carrabs ha poi espresso soddisfazione per questa modalità di intervento che costituisce un precedente importante: «Dovrebbe essere esteso – ha affermato - anche in materia di difesa costiera: infatti, dove l’intervento di messa in sicurezza degli stabilimenti balneari è troppo oneroso e compromettente per l’equilibrio della linea di costa, si dovrebbe procedere alla delocalizzazione delle strutture antropiche, indennizzando gli operatori.»

La giunta regionale, con la stessa deliberazione, ha anche fissato i criteri per l’ammissibilità del contributo che tengono conto della dimensione del nucleo familiare interessato e della superficie dell’immobile abbandonato. Saranno poi i Comuni ad applicare tali parametri per l’effettiva liquidazione delle somme. Una quota delle somme trasferite potrà essere trattenuta dai Comuni per le operazioni di abbattimento dell’immobile, anche se la Regione ha stabilito una quota fissa per le famiglie non inferiore a 65.500 euro a nucleo. E’ lasciata al Comune anche la discrezionalità di integrare il contributo.

Nella maggioranza dei casi le risorse assegnate saranno destinate all’edificazione o all’acquisto di un nuovo alloggio ma, in caso di famiglie in età avanzata, anche come somme per garantirsi un’assistenza in strutture specializzate. In sostanza l’utilizzo delle somme non viene vincolato a specifiche destinazioni. Per quanto riguarda gli immobili è stata valutata l’opportunità di abbatterli anche per ragioni di rischio per l’incolumità delle persone.

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