1 giugno 2020
Aggiornato 11:30
Cavalli, doping e corse truccate

LAV: «Conferma del ciclo zoomafioso nell’ippica»

«Potenziare i controlli e radiare i fantini e i proprietari di cavalli coinvolti»

«Questa operazione è l’ennesima conferma della nostra teoria del ciclo zoomafioso nell’ippica. Ogni sei mesi circa, in Italia, vengono rese note vaste inchieste che coinvolgono il mondo dell’ippica: denunce, perquisizioni, arresti e sequestri, ma alla fine poco o nulla cambia realmente. – commenta il dott. Ciro Troiano,  responsabile dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia della LAV – Dopo il fragore iniziale, però, l’interesse va scemando fino a un nuovo calo di attenzione che consente alle persone coinvolte, di tornare alle consuete attività, senza ulteriori clamori».

Questo il commento della LAV alla notizia dell’operazione di Polizia, coordinata dalla Procura di Lucca, che ha disposto ieri perquisizioni in tutta Italia nell’ambito di un’inchiesta su gare ippiche truccate e cavalli dopati.

Solo dal 2004 ad oggi, infatti, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Zoomafia delle LAV, in Italia sono state portate avanti 11 inchieste di interesse nazionale, relative a truffe e doping nell’ippica, che hanno portato alla denuncia di 529 persone e all’arresto di altre 125 tra allevatori, driver, fantini, veterinari. Sono stati sequestrati 225 cavalli e circa 15000 confezioni di sostanze farmacologiche attive usate per dopare gli animali, tra cui anche il viagra.

Tra le operazioni di maggiore rilievo quella denominata «Big Horse» del 2004, l’operazione «Diomede» del 2005, l’operazione «Zodiaco» del 2006, e «L’Arcangelo» del 2007: i reati contestati nelle varie operazioni sono di associazione per delinquere finalizzata alla truffa, ricettazione e frode in competizione sportiva, esercizio abusivo della professione veterinaria, maltrattamento di animali.

Dalle inchieste è emerso che le sostanze dopanti più usate sono gli antinfiammatori (73%), seguono l’uso di Xantine (11%), stimolanti in senso lato, broncodilatatori (7%), e, in minore percentuale, sostanze attive sul sistema nervoso centrale, miorilassanti e tranquillanti (3%).

«Per interrompere il ciclo zoomafioso nel mondo dell’ippica è necessario intensificare i controlli antidoping, fornendo maggiori strumenti e fondi agli organismi prepostiprosegue TroianoOccorre intensificare la vigilanza negli ippodromi e osservare con attenzione quel mondo a sé che sono le scuderie, dentro le quali, spesso, vengono commesse vere nefandezze».

Uno strumento investigativo scarsamente utilizzato finora, ma che potrebbe aprire scenari inediti, è quello delle verifiche di natura fiscale e finanziaria sui proprietari di cavalli da competizione, su società e scuderie: un’analisi sistematica permetterebbe di ricostruire eventuali movimenti finanziari sospetti e scoprire investimenti illeciti.

«Infine, occorrono sanzioni severe contro i fantini e proprietari di cavalli coinvolti: bisogna radiarli  definitivamente, impedendogli di partecipare alle corse e di frequentare gli ippodromi» conclude Troiano.

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