17 giugno 2024
Aggiornato 08:30

Concorso toghe: «No a liquidazione sommaria»

«Serve un chiarimento in Parlamento». Interrogazione firmata, tra gli altri, da Della Monica, Finocchiaro, Zanda, Bonino e Chiti

«Non è pensabile che il ministro Alfano liquidi tutto con l'annuncio di una legge prossima futura per il rispetto della regolarità dei concorsi. Quanto è avvenuto a Milano è grave e il ministro deve riferire al Parlamento, oltre a prendere i necessari provvedimenti». A chiederlo sono 60 senatori del Pd e dell'Idv con un'interrogazione urgente sottoscritta, tra gli altri, dalla presidente Finocchiaro, dal vicepresidente Zanda, dai componenti della commissione Giustizia e dai vicepresidenti del Senato Emma Bonino e Vannino Chiti.

«Dalle testimonianze riportate da più quotidiani - spiega Silvia Della Monica, prima firmataria del documento - emergono circostanze di assoluta gravità e diffuse che, se fossero confermate, metterebbero in dubbio la regolarità del concorso, oltre a creare una sfiducia nelle procedure pubbliche di selezione di candidati alle funzioni giudiziarie. In particolare, qualora non fossero stati espulsi tutti i candidati in possesso di testi legislativi incompatibili con il divieto previsto dal bando, la regolarità del concorso e la stessa parità di trattamento dei concorrenti sarebbe stata certamente inficiata, con grave danno dei candidati che abbiano osservato le prescrizioni del bando, inevitabilmente pregiudicati dal vantaggio ottenuto dai concorrenti meno rispettosi delle norme».

«Il ministro - conclude la senatrice - deve fare assolutamente luce sulle, per ora, supposte irregolarità e spiegare quali provvedimenti intenda adottare, in caso che le supposte violazioni risultassero essere effettivamente avvenute. Non si può pensare che si possa liquidare quanto successo con qualche annuncio a mezzo stampa: serve un chiarimento in Parlamento».