12 marzo 2026
Aggiornato 11:39
Legambiente: «Al Ministro chiediamo la nomina di un esperto di fama internazionale»

Ilva Taranto: sospeso tecnico dell'istruttoria per l'AIA

Secondo quanto riportato oggi da Repubblica in un articolo a firma di Giuliano Foschini ed Emanuele Lauria, è stato sospeso dal suo incarico dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che lo aveva nominato solo due mesi fa

L'ingegner Bonaventura Lamacchia, condannato per gravi reati (falso, ricettazione, evasione fiscale, bancarotta fraudolenta, tentata estorsione e turbativa d´asta) secondo quanto riportato oggi da Repubblica in un articolo a firma di Giuliano Foschini ed Emanuele Lauria, è stato sospeso dal suo incarico dal Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo che lo aveva nominato solo due mesi fa. L'ingegner Lamacchia stava seguendo l'istruttoria per la concessione dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) all'ILVA, la pratica in cui, sostanzialmente, si gioca il futuro ambientale di Taranto.

«La procedura per la concessione dell'AIA per lo stabilimento Ilva di Taranto e l'Accordo di Programma dell' 11 aprile scorso» scrivono in una nota congiunta Stefano Ciafani della Segreteria nazionale di Legambiente, Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia e Lunetta Franco, presidente del Circolo di Taranto di Legambiente, «rappresentano la concreta possibilità di una svolta storica per il futuro di Taranto, se segneranno una effettiva discontinuità rispetto a una storia, quella dell'inquinamento ambientale di origine industriale, finora caratterizzata solo da ritardi e omissioni». Le norme sull'AIA consentono infatti di poter intervenire sui sistemi produttivi condizionandone l'esercizio all'adozione delle migliori tecnologie disponibili, all'impatto ambientale prodotto e ad un puntuale sistema di monitoraggio delle loro emissioni».

Da questa brutta vicenda, che segue la «decapitazione» della precedente Commissione e la sostituzione dei suoi componenti con uomini di sicura «fiducia» del ministro, ci sembra che il ministro stesso dovrebbe trarre chiare indicazioni per una decisa inversione di rotta.

«Per seguire la complessa pratica dell'ILVA -concludono Ciafani, Tarantini e Franco- chiediamo che sia nominato un tecnico di fama internazionale, paragonabile per competenza, esperienza e moralità al prof. Veronesi nel settore della ricerca e della cura del cancro. Il futuro di Taranto e del suo più importante impianto industriale non può essere affidato ad un tecnico con guai giudiziari, ma merita che le più alte professionalità in ambito internazionale se ne occupino».