La Russa: no alla sospensione della legge Bossi-Fini
Mantovano: «Saremmo fuori da Europa»
ROMA - «Non sono d'accordo anche se non ho ancora approfondito la questione, ma ripeto non sono d'accordo». Così il reggente di An e ministro della Difesa Ignazio La Russa, ha commentato la proposta del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, di sospendere per due anni la legge Bossi-Fini sull'immigrazione.
«Io comprendo le ragioni di chi dice che chi lavora e rispetta la leggi e chi si inserisce nel nostro contesto e comprende il nostro modo di vivere deve essere integrato - ha spiegato La Russa - Troviamo le forme. Ma - ha aggiunto - lo stop alla Bossi-Fini sarebbe un messaggio deleterio e ripartirebbe quel tam-tam che la sinistra ha creato per cui in tutto il mondo si direbbe: ragazzi andiamo in Italia perché lì non ci fa niente nessuno anche se siamo delinquenti anche se siamo clandestini, anche se non abbiamo voglia di lavorare».
MANTOVANO - Per il sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano, «la letterale applicazione della proposta formulata oggi dal leader della Cgil porterebbe l'Italia al di fuori delle norme-base sull'immigrazione in Europa. E' infatti quanto meno dal Consiglio dei ministri UE di Siviglia, del giugno 2003, che il collegamento fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro rappresenta uno dei cardini della politica europea in materia». «Da un grande sindacato - ha aggiunto Mantovano - ci si attenderebbe un ruolo attivo e propositivo, per esempio sul piano del contributo alla denuncia e alla emersione dallo sfruttamento in nero di tanti extracomunitari; ovvero sul terreno dei corsi di formazione professionale nei Paesi di origine degli immigrati regolari che, in base alla Bossi-Fini, costituiscono titolo di preferenza per entrare in Italia e possono essere organizzati anche dai sindacati italiani».