26 maggio 2020
Aggiornato 02:30
Povertà, media, ambiente, cooperazione

Conosciuta, sconosciutissima Africa

A Firenze, il 13 e 14 novembre, le Giornate dell'Interdipendenza

Africa. Non solo fame, guerre e profughi. Un continente in fermento, carico di risorse e possibilità, di energie nuove, un cantiere di nuovi modelli di partecipazione e sviluppo consoni alle tradizioni e alle culture locali. Una sfida aperta.
Un continente da scoprire, da cui emerge il drammatico legame tra clima e povertà, tra mutamenti ambientali e sviluppo umano, che rivela le gravi contraddizioni del presente. Un continente che, dopo anni di promesse dell'occidente, solo in parte mantenute, spesso tradite dai fatti, sta ora guardando ed è «guardato» da Cina, India e Iran, Brasile e Venezuela che puntano a tessere importanti partnership economiche e politiche.

E' questo il tema del seminario «Conosciuta, sconosciutissima Africa», organizzato a Firenze il 13 novembre, che vuol essere un laboratorio di formazione per giornalisti, educatori, attori della società civile, opinion leader. In particolare, come leggiamo l'Africa sui media europei? E come  è vista l'Europa dall'Africa?

Lo scopo è quello di offrire un contributo per leggere e interpretare, al di là degli stereotipi, la grande questione delle relazioni con l'Africa nello scenario globale, affrontando gli interrogativi posti dall'incontro tra popoli diversi nel segno dell'interdipendenza tra persone e comunità, culture e fedi religiose, nazioni e ordinamenti. Drammi e speranze del continente visti attraverso la lente della società civile che qui, come in gran parte dei Paesi del Sud, è animata e sostenuta in parte predominante dalle donne.

Tre le sessioni tematiche: Conosciuta, sconosciutissima Africa; L'Africa nei media europei, l'Europa nei media africani; Clima, povertà, cooperazione. Per ciascuna, è prevista una prima parte di dialogo tra un giornalista «africanista» ed esperti internazionali, ed una seconda aperta al dialogo con i partecipanti. Relatori saranno rappresentanti della società civile africana e delle comunità africane in Italia, docenti, scrittori e giornalisti, che avranno il compito di raccontare il loro sguardo sulla realtà.

Tra questi: Liliane Mugombozi, direttice di New-City-Nouvelle Cité Africa, Martin Nkafu Nkemia, professore di filosofie africane, Jean-Marie Nsambu, direttore della rivista ugandese Leadership Mgazine, Honorat Aguessy, sociologo del Benin, e altri ancora.

Il 14 novembre il seminario si trasformerà in un convegno pubblico dal titolo: «Africa, un continente interdipendente». Nella mattinata sarà aperto ai giovani delle scuole superiori di Firenze; nel pomeriggio, anche a tutta la città, con la partecipazione di studiosi e testimoni, rappresentanti delle istituzioni e ospiti internazionali. (vedi programma)

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