11 luglio 2020
Aggiornato 00:30
A 45 anni dal disastro ancora vivo il ricordo delle vittime del Vajont

I Vigili del fuoco alla «Giornata del superstite e del soccorritore»

I Vigili del Fuoco salvano con i loro interventi, durati 72 giorni, oltre settanta persone e recuperano i corpi di 1243 vittime

Il 9 ottobre 1963 un'enorme frana precipita dal monte Toc nelle acque della diga del torrente Vajont che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno.
Un'ondata alta 200 metri travolge i paesi di Longarone, Rivalta, Pirago, Villanova, Faè, Erto, Casso, Castellavazzo che sono ridotti a cumuli di macerie e di fango. Il bilancio è di circa 2500 persone decedute, e di migliaia di senzatetto.

I Vigili del Fuoco salvano con i loro interventi, durati 72 giorni, oltre settanta persone e recuperano i corpi di 1243 vittime.

Dopo il disastro un'inchiesta giudiziaria e un processo riconoscono la responsabilità penale per la previdibilità di inondazione e di frana e per gli omicidi colposi plurimi.

A Longarone in occasione della 'Giornata del Superstite e del Soccorritore' domenica 5 ottobre 2008 presso il Cimitero delle vittime del Vajont si è svolta, alla presenza di 2400 persone tra soccorritori, superstiti e parenti, la cerimonia in commemorazione delle vittime della catastrofe.

Oggi, nel 45° anniversario del disastro, a Longarone si tiene una serie di commemorazioni civili e religiose.