15 novembre 2019
Aggiornato 15:30
Lotta alla Camorra

Sequestrati al clan dei Casalesi beni per 10 milioni di euro

Maroni: «Sono convinto che ci sarà il concorso della parte onesta della comunità locale e che alla fine vinceremo questa guerra»

Gli uomini della Dia, del Reparto Prevenzione Crimine Campania, della questura di Caserta e della Guardia di Finanza di Marcianise, hanno eseguito tra Casal di Principe e San Cipriano d'Aversa una vasta operazione di polizia che ha portato al sequestro di beni mobili e immobili per un valore di oltre 10 milioni di euro.

I beni, pur essendo intestati ad altri soggetti, sono tra le disponibilità di Giuseppe Setola, tra i latitanti più pericolosi d'Italia e accusato tra l'altro della strage di Castel Volturno, e ritenuto, inoltre, ai vertici della fazione del clan dei Casalesi, già capeggiata da Francesco Bidognetti. Anche un bar, inaugurato solo cinque giorni fa a Casal di Principe, e 20 appartamenti figurano nell'elenco del materiale sequestrato.

Il maxi-sequestro della Dia cade proprio nel giorno delle esequie dei due agenti morti venerdì scorso durante un inseguimento a un pregiudicato sulla Statale Nola-Villa Literno. Ai funerali svoltisi oggi a Caserta era presente il ministro dell'Interno Roberto Maroni che al termine della cerimonia funebre ha ribadito l'impegno delle istituzioni contro la criminalità organizzata: «La guerra alla camorra continua - ha detto il ministro - e lo Stato farà fino in fondo la sua parte, ma occorre il concorso della società civile. E' una giornata triste - ha proseguito - ma nella quale viene ribadito l'impegno dello Stato a combattere fino in fondo la camorra ed a ribadire che lo Stato vuole riprendersi il controllo del territorio».

Maroni ha sollecitato «il riscatto della società civile. Noi facciamo la nostra parte - ha aggiunto il ministro dell'Interno - e la faremo fino in fondo, anche con la tristezza di ciò che è avvenuto. Ho parlato con i poliziotti e sono tutti determinati ad andare fino in fondo. Sono convinto che ci sarà il concorso della parte onesta della comunità locale, che è la stragrande maggioranza, e che alla fine vinceremo questa guerra».