L’Ue chiede al governo di modificare il decreto sicurezza
Discriminatoria l’aggravante di clandestinità
La Commissione europea ha chiesto al governo italiano di modificare il decreto legge che, lo scorso luglio, ha modificato l'art.61 del codice penale, aggiungendo la residenza illegale tra le circostanze aggravanti in caso di reato, senza alcuna distinzione tra extracomunitari e cittadini di altri paesi dell'Ue. Lo ha precisat a Bruxelles, il portavoce del commissario europeo alla Giustizia, libertà e sicurezza, Jacques Barrot.
Secondo il portavoce, Michele Cercone, l'Italia dovrà «mettere in linea» questa legislazione con il diritto comunitario, che non consente differenze di trattamento fra cittadini UE, da qualunque Stato membro provengano. Il governo italiano era stato già pesantemente contestato nei giorni scorsi in sede europea sulle norme varate contro i rom.
In sostanza, Barrot contesta il fatto che in Italia un cittadino di un altro Stato membro che commette un reato, se in situazione di residenza irregolare, non possa godere delle attenuanti generiche accessibili ai cittadini italiani, e che il suo reato sia considerato passibile di una pena più grave.
Il decreto sotto accusa, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio scorso, è entrato in vigore il giorno successivo. Il Servizio giuridico del Parlamento europeo ha emesso un parere in cui lo considera incompatibile con il diritto Ue, e l'eurodeputata liberale romena Adina Valean ha chiesto immediatamente a Barrot di intervenire, deferendo l'Italia alla Corte di giustizia europea. Lo stesso Barrot aveva già espresso le sue perplessità sul fatto di considerare la residenza illegale degli stranieri come una circostanza aggravante per chi compie un reato.
«Gli orientamenti espressi della commissione europea sull’aggravante di clandestinità – osserva Marco Minniti ministro dell’interno nel Governo Ombra del PD - suonano come una severa bocciatura per i provvedimenti adottati dal governo incurante delle contrarietà e delle osservazioni giunte da più parti sia in parlamento da parte dell’opposizione, sia da ampi settori della cultura giuridica italiana, sia da un vasto movimento d’opinione». Secondo Minniti «si conferma che alcune scelte del governo sui temi dell’immigrazione hanno collocato il nostro paese in una posizione eccentrica rispetto agli altri paesi europei.
A questo punto Minniti spera che «si voglia procedere ad una rapida correzione in parlamento, errare è umano perseverare sarebbe diabolico».