9 dicembre 2019
Aggiornato 13:30
Sicurezza

Estremismo islamico, terrorismo internazionale e ruolo delle moschee nel territorio emiliano

Il sottosegretario all'Interno Mantovano risponde alla Camera ad una interpellanza su eventuali legami

Rispondendo ad una interpellanza alla Camera del deputato Fabio Garagnani (Pdl) sulla realizzazione di una nuova moschea a Bologna, il sottosegretario all'Interno Mantovano ha ricordato come: «Tra i compiti del Ministero dell’Interno rientri anche quello di monitorare le differenti realtà associative, composte in tutto o in parte da stranieri, anche di natura religiosa, presenti nel territorio nazionale». «Negli ultimi annni - ha aggiunto Mantovano - è stata dedicata particolare attenzione alla questione riguardante i rapporti tra il radicalismo di matrice islamica e il terrorismo».

Un impegno costante che, come ricordato dal Sottosegretario Mantovano, ha come riscontro concreto nel territorio emiliano l'importante operazione di polizia, conclusa ad agosto con l’arresto di un gruppo di soggetti - per lo più di origine tunisina, gravitanti tra Bologna, Imola e Faenza - accusati dei delitti di associazione con finalità di terrorismo internazionale e truffa in danno di imprese assicuratrici.

Sul progetto di costruzione di una moschea alla periferia di Bologna il sottosegretario Mantovano ha precisato che: » il 'Centro di cultura islamica', ivi presente e referente di una parte della comunità musulmana del luogo, riflette al proprio interno l’articolata – e talora contraddittoria – realtà del panorama islamico nazionale. Il Centro aderisce all’UCOII (Unione delle comunità ed organizzazioni islamiche in Italia), sodalizio che, in base ai propri dichiarati intenti costitutivi, punta a fornire alle comunità di musulmani una serie di servizi di carattere legale e amministrativo, con ciò avendo di mira l’obiettivo di diventare la sola, o quanto meno la principale, rappresentanza di fronte allo Stato italiano.

«L’UCOII - continua il sottosegretario - è da tempo considerata una organizzazione di orientamento radicale, e si è trovata spesso al centro di polemiche dentro e fuori gli ambienti islamici».«Per questo nei confronti di organizzazioni legate direttamente o indirettamente all’UCOII, è doveroso mantenere una posizione di studio e di attento esame di ogni vicenda che le interessi in concreto, per evitare fughe in avanti, o accordi non sufficientemente meditati».

«La vigilanza permane comunque alta, - ha concluso Mantovano - dal momento che offerte di collaborazione rispetto alle frange più violente del mondo antiglobalista sono venute, anche pubblicamente, da figure di rilievo del radicalismo islamico internazionale, ed episodi, o almeno tentativi di collusione e collaborazione, sono stati rilevati dalle autorità di pubblica sicurezza in altre Nazioni, anche se – lo ripeto - per il momento non in Italia».