23 gennaio 2020
Aggiornato 00:30
Visita a Roma di Ingrid Betancourt

Betancourt: Legambiente le dedica la copertina di settembre de La Nuova Ecologia

E un servizio con la lettera di solidarietà di Giuliana Sgrena

«Esprimiamo a Ingrid Betancourt tutta la nostra ammirazione per il coraggio dimostrato durante la sua lunga prigionia e la forza con la quale continua lottare per l’affermazione dei diritti civili in territori martoriati dalla guerra, per la giustizia sociale e il rispetto dell’ambiente. A lei vanno dunque i nostri migliori auguri per il suo impegno con l’auspicio che un suo ritorno alla vita politica possa rilanciare l’idea di una globalizzazione che valorizza gli interessi di tutti e non si piega a quelli di pochi privilegiati».

Così il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, saluta l’esponente franco-colombiana, liberata lo scorso 2 luglio dalla prigionia imposta dalle forze armate rivoluzionarie della Colombia, in visita oggi al Campidoglio.

E proprio alla Betancourt Legambiente dedica la copertina del numero di settembre del mensile La Nuova Ecologia e pubblica la lettera di Giuliana Sgrena, la giornalista italiana rapita in Iraq nel 2005, che esprime alla Betancourt la sua solidarietà insieme all’analisi su come è cambiato il mondo da quel 23 febbraio 2002: la guerra in Afghanistan e quella in Iraq, i difficili equilibri politici, gli assalti mediatici, le strumentalizzazioni, la libertà e la resistenza.

Sei anni di prigionia durante i quali il mondo ha assistito a guerre, catastrofi ambientali, disastri umanitari ma anche alla crescita delle conoscenze dell’uomo sul riscaldamento globale e un rinnovato interesse per problemi dell’ambiente tanto caro a Ingrid.

La Nuova Ecologia ricostruisce nel servizio il filo rosso che congiunge gli eventi di quegli anni seguendo l’evoluzione del dibattito sulla questione climatica e raccoglie le opinioni di politici e ambientalisti sul mondo che la Betancourt ha trovato alla fine della sua lunga prigionia: «Un mondo migliore» secondo la senatrice Emma Bonino, «un Occidente in cui la protezione dei diritti umani ha subito un’erosione in nome della lotta al terrorismo» secondo Paolo Pobbiati di Amnesty, «una situazione peggiorata ma con un Occidente che vede la vita in modo meno materialista» secondo Marco Roveda di Lifegate.