31 maggio 2020
Aggiornato 18:30
Grazie all’Ordinanza firmata dal Sottosegretario Francesca Martini

Anagrafe canina: nuovi passi in avanti per contrastare randagismo e abbandono

Obbligo di microchip e di iscrizione all’anagrafe canina per tutti i cani. Sindaci responsabili della registrazione nell’anagrafe canina dei cani rinvenuti sul territorio o ospitati in strutture di ricovero e rifugi convenzionati. Divieto di vendere cuccioli di età inferiore ai due mesi

Il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini ha firmato oggi un’Ordinanza urgente contenente misure per «l’identificazione e la registrazione della popolazione canina» che consente di fare nuovi ed importanti passi in avanti per contrastare il fenomeno del randagismo e dell’abbandono dei cani.
Lo scopo dell’Ordinanza, infatti, è quello di assicurare l’uniforme applicazione sull’intero territorio nazionale della normativa sull’identificazione dei cani e la gestione dell’anagrafe canina.

In particolare il provvedimento vieta la vendita dei cuccioli di età inferiore ai due mesi e dei cani che non siano stati identificati e registrati. Inoltre dispone che i proprietari o i detentori di cani provvedano, nel secondo mese di vita, alla loro identificazione e registrazione mediante l’applicazione di un microchip elettronico. Per i cani di età superiore ai due mesi l’adempimento è obbligatorio entro 30 giorni dall’entrata in vigore dell’Ordinanza. Per quanto riguarda l’applicazione del microchip, essendo un atto medico, deve essere effettuata dai veterinari pubblici competenti per territorio o da veterinari libero professionisti abilitati ad accedere all’anagrafe canina regionale. Contestualmente all’applicazione del microchip i veterinari devono effettuare la registrazione nell’anagrafe canina dei soggetti identificati. Il certificato di iscrizione accompagnerà il cane in tutti i trasferimenti di proprietà. L’Ordinanza prevede inoltre che i Comuni debbano identificare e registrare in anagrafe i cani rinvenuti o catturati sul territorio e quelli ospitati nei rifugi e nelle strutture convenzionate e attribuisce ai Sindaci la responsabilità dell’osservanza di tali procedure. Al fine di effettuare controlli di prevenzione del randagismo i Comuni dovranno dotare la propria Polizia locale di almeno un dispositivo di lettura di microchip ISO compatibile.

I microchip di identificazione dei cani possono essere prodotti e commercializzati unicamente da soggetti registrati presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ai quali viene assegnata una serie numerica di codici identificativi elettronici. I produttori e i distributori devono garantire la rintracciabilità dei lotti dei microchip venduti.
Entro 90 giorni dall’entrata in vigore dell’Ordinanza il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali definirà, con un provvedimento da sancire in sede di Conferenza Stato-Regioni, le modalità per assicurare l’interoperatività tra la banca dati canina nazionale e le anagrafi canine regionali. Lo stesso provvedimento individuerà un unico documento di identificazione e registrazione dei cani, che dovrà essere adottato in sostituzione della certificazione attuale.

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